Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

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Appunti dall’India

Posted by graficaespirito su 04/08/2017

 In particolare dal Kerala , uno stato dell’India sud occidentale , una striscia di foresta tropicale sul mare, dove arrivarono commercianti di tutto il mondo attratti dalla sua ricchezza.

Da tempi quasi immemorabili si susseguirono Fenici ed Egizi, poi luogo di approdo delle navi del Re Salomone, delle galee dei Greci e dei Romani…poi fu il tempo degli Arabi e Cinesi e più di recente Olandesi, Portoghesi e Inglesi.

Sono andato fine 2016 inizio 2017  con mia moglie Donatella e altre due coppie di cui una con un figlio che con un occhio guardava fuori e con l’altro studiava diritto internazionale e la guida Anna compaesana che vive metà dell’anno in India.

Tutto tranquillo e bello, per prima abbiamo visitato la città di Kochi dove siamo atterrati, poi per  alcuni giorni ci siamo fermati in un resort nelle sterminate distese d’acqua delle Backwaters , abbiamo circumnavigato la foresta nel Perijar e per finire al mare nella spiaggia sacra di Varcala, il tutto condito con alcuni massaggi ayurvedici.

Siamo entrati nei villaggi dei pescatori o più semplicemente a vedere come si svolge la vita nelle case in campagna o entro quelle strette strisce di terra che emergono dalle grandi distese di acqua delle Backwaters.  Una popolazione che pur nella grande modestia della loro vita quotidiana ha una grande attenzione alla pulizia domestica e personale ed è da ammirare la bellezza dei loro abiti specie quella delle donne e dei bambini.

Ripensando alla bella esperienza di viaggio mi torna alla mente l’atteggiamento degli indigeni calmo e paziente  sia nei rapporti personali che nelle code all’aeroporto o alla cassa.  Il traffico specie nelle grandi città è piuttosto intenso e rumoroso, ma suonare il clacson per loro vuole dire “sto arrivando sono qui” non c’è la  prepotenza  che da noi “civili” spesso sta per “fatti più in là che passo io”.

La loro religiosità antica è visibile dai  templi numerosissimi compreso chiese (visto che il Kerala è una nazione convertita al cattolicesimo dagli Olandesi) ma tante sono le moschee e tempi induisti .

Questo fermento spirituale è visibile sopratutto dagli spostamenti di gruppi a piedi , in macchina o in pulmann verso i loro centri di raccolta ashram , samadhi o templi per pregare o incontrare il loro Dio o guru : sono visibili movimenti di persone vestite con lo stesso colore ora  giallo,  nero, blu o bianco.

Meta dei pellegrini in giallo è il Samandhi di Narayana guru , profeta e riformatore sociale che ha drasticamente cambiato il volto della vita sociale del Kerala cerando fra l’altro di rimuovere i pregiudizi di casta.

Poco distante, nel distretto di Kollan. abbiamo incontrato un luogo molto speciale: la congregazione (ashram) di AMMA (mamma) religiosa indiana riconosciuta in tutto il mondo per le istituzioni e servizi umanitari che ha ispirato e sostenuto nell’arco di tre decenni.   Amma viene chiamata la “santa degli abbracci” infatti tutti i giorni , quando è in sede, abbraccia migliaia di persone ininterrottamente per ore e ore per trasmettere un segno forte di amore e fratellanza che poi manifesta concretamente finanziando centri sociali e ospedali..

Gli inservienti, vestiti tutti in bianco,  quando abbiamo visitato il complesso, erano quasi tutti europei  .

Il palazzo a più piani ospita stabilmente 3000 persone e inoltre altre migliaia dall’India e da tutto il mondo vi fanno visita ogni giorno.

 

 

 

 

 

Nelle colline del Perijar Tiger Reserv è situato il tempio  di Sabarimala verso il quale ha luogo due volte all’anno il pellegrinaggio di indù vestiti prevalentemente di nero o blu.  Questo santuario è considerato uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati al mondo . Sono tra i 40 e i 60 milioni di fedeli indù che ogni anno affronta la faticosa camminata per raggiungere il tempio che sorge nel luogo in cui il dio Ayyappan si fermò a meditare.

Guardando più da vicino, con la lente, si possono notare tante etnie con le loro tradizioni e riti come in un immenso caleidoscopio dove il senso del sacro è vissuto o nel tempietto privato, famigliare con le offerte votive al santo-santorum o nella spiaggia sacra di Varcala dove il culto dei morti viene celebrato con migliaia di persone nella sabbia davanti al mare.

Ma rimanendo in queste riflessioni “alla ricerca della spiritualità” il fatto che più mi ha colpito è stato il saluto di una ragazzina.

Ero in un resort nelle backwaters e davanti a me una bambina stava pescando con uno spezzone di canna e un amo diversi pesci e mi sono sentito di farle i complimenti.  La mattina dopo la incontro e mi fa un saluto alla sua maniera (indiana) , cioè congiunge le mani all’altezza delle labbra , inchinando leggermente la testa e mi dice : namastè.   La parola non mi era nuova dal momento che la pronuncio sempre prima e dopo una lezione di  yoga ma andando a cercare l’etimologia  mi ha affascinato la sua antica provenienza dal sanscrito da più di 3000 anni fa e  la sua  traduzione  in italiano  che riporto di seguito:

NAMASTE’

Mi inchino al luogo in te in cui abita l’intero universo.

Mi inchino e onoro il luogo in te dove dimora l’amore, la verità, la luce e la pace.

Quando tu sei in quel luogo in Te ed io sono in quel luogo in me, allora siamo una cosa sola.

Mi è piaciuto molto questa traduzione “poetica” che ho voluto inserirla in una successiva grafica:

Alla luce di queste considerazioni è evidente la differenza della “filosofia di vita” fra noi nel nostro emisfero e gli abitanti dell’India o meglio del Kerala.  Anche se il cambiamento c’è stato, ed è evidente sopratutto nel vestire dei giovani e nella musica che ascoltano, la vita scorre meno caotica e dagli occhi degli indiani traspare la loro anima gentile e legata ancora ai ritmi della terra e alla saggezza del loro spirito.

Mi viene spontaneo pubblicare questo disegno che al momento è poco più di un appunto a cui seguirà  o una incisione calcografica o una serigrafia, che vuole esprimere il desiderio di “scendere ” da questa vita in cui siamo scatolati e teleguidati per poter finalmente raggiungere la terra “promessa”.

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angeli

Posted by graficaespirito su 09/02/2009

 

Incisione su zinco: “arcangeli” mm.680 x 270 anno 2007 – ceramolle/acquatinta

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gli Angeli della V classe

E’ la definizione che mi viene alla mente pensando alla esperienza avuta con  una classe di quinta elementare che mi accingo a raccontarvi.  I bambini hanno sempre portato a pensare agli angeli, creature poetiche, fantastiche presenti da millenni nell’inconscio di noi umani che non mi dispiacerebbe un giorno verificarne la loro presenza.

Perchè no, entità soprannaturali che spaziano nell’universo e ci osservano misericordiosi.

Il ricordo della bella esperienza avuta a fine settembre del 2006 comincia quando due brave insegnanti della scuola primaria di S.Agostino (FE), Daniela Sandrelli e Alessandra Alberti mi hanno fatto avere un calendario, che pur nella sua semplicità, ha delle caratteristiche molto interessanti.

copertina-calendario

La facciata è stata colorata dai ragazzi, il mio frontespizio da Francesco e dentro, mese per mese, sono messe in evidenza le ricorrenze più importanti, non solo quelle italiane; ma anche quelle islamiche, ebree. buddiste e del Baha’i.

mese-calendario Tenuto conto che la composizione degli alunni, è come ormai in tutte le scuole italiane costituita da oltre un terzo di extracomunitari, questo dare valore e uguaglianza anche alle loro tradizioni e religioni facilita l’inserimento e l’accoglienza.

mese-deil-calendario

Per far capire come sono entrato in contatto con loro direi di cominciare con la lettura delle considerazioni di fine anno dell’insegnante Daniela Sandrelli.

Considerazioni finali

…..Il caso e la fortuna ci sono stati propizi , perché ai nostri sforzi di educatrici si sono aggiunti i contributi di persone fantastiche, quali Giovanni Mambelli.

L’incontro con questo artista ricco di umanità è avvenuto per caso, visitando con gli alunni una mostra realizzata da Artisti incisori, presso la Biblioteca di Sant’Agostino.

Un’opera dell’Artista ha subito catturato l’attenzione degli alunni: UT SINT UNUM.

quadro-in-dono1

In essa hanno colto immediatamente la sintesi di tutto il lavoro svolto insieme, una spiritualità che può apparire diversa da uomo a uomo, da religione a religione, ma che unisce tutti in un unico significato: AMORE, nel senso più vasto e completo della parola.

“AMORE UNIVERSALE” hanno detto i bambini, ed ancora una volta l’arte ha svolto uno dei suoi compiti principali: tradurre un messaggio in linguaggio espressivo, comprensibile per tutti e in modo immediato.

L’Artista è stato informato dalla responsabile della biblioteca del grande interesse suscitato dalla sua opera ed ha accettato di incontrarci.

E’ nata così una bellissima amicizia arricchita da scambi di esperienze di lavoro e di vita.

Noi insegnanti ci siamo rese pienamente conto che mentre insegni impari, che i bambini sono parte viva e genuina di quel amore universale che hanno scoperto.

Non bisogna avere paura di investire sulla loro educazione, bisogna continuare a coltivare la curiosità verso l’altro, a far emergere la spiritualità di ciascuno e non arrendersi di fronte ad insuccessi e delusioni .

Una lingua diversa, tradizioni e costumi alzano barriere di pregiudizi e di incomprensioni per molti ancora insormontabili, per noi non più.

 

Ringrazio per le belle parole e devo dire che a ringraziare queste due splendide insegnanti saranno senz’altro anche i genitori di quei ragazzi.

Quel pomeriggio nell’ ottobre 2006, a seguito dell’invito, ho parlato nella sala della biblioteca comunale di Sant’Agostino (FE) con bambini allegri sì, ma tranquilli ed educati, alzavano la mano prima di fare domande o osservazioni in modo pacato e a turno.

Al contrario noi “grandi” nelle riunioni, e di questo purtroppo ne sono spesso testimone, interrompiamo il discorso che altri stanno facendo, usiamo toni e parole sconnesse e non seguimo in silenzio il relatore. Anche dopo, quando siamo usciti per le foto, tutto è andato altrettanto correttamente.

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Sicuramente sono stati educati molto bene ma spontameamente hanno detto cose molto belle e profonde.

Per far capire meglio il senso ecumenico del quadro in oggetto avevo portato con me anche un’altra incisione che avevo esposto alla Associazione agriculturale Ordine di Vita nel Comune di Coriano (Rimini) . Avevo spiegato loro che intendevo rappresentare l’occidente e l’oriente con al centro parole di pace tratte dai vangeli in greco e latino.

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incisione su piombo mm.1000×300

Alcuni di loro mi hanno suggerito che più che le parole era meglio rappresentare una musica,  come una melodia,  che inneggiasse alla pace.

Ho trovato molto bello il loro consiglio così ho rifatto lo sfondo ; questo ho potuto farlo in quanto la matrice è di piombo e ho inciso nel cielo queste parole:

“se ascoltassimo tutti con più attenzione la meravigliosa sinfonia nel nostro cuore, ci sarebbe una grande armonia e pace nel mondo”

Ho poi spedito una copia del lavoro, ringraziandoli

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incisione su piombo mm.1000×300 presentata nel 2007 a “l’Arte un messaggio di pace” a Forlì

Alla domanda di un ragazzo che mi chiedeva cosa pensavo quando facevo quel lavoro (UT SINT UNUM) ho risposto che per me era stato come pregare un pò come fa un tibetano quando pittura un mandala o una tangka. Abbiamo allora parlato del buddismo e ho avuto modo di notare che sapevano parecchie cose sul tema (brave insegnanti!) Così son passato a parlare della mostra tenuta a Votigno di Canossa (RE) con il Lama Taschi Tsering.

Sicuramente hanno capito più loro il messaggio di quelle incisioni di tanti altri “grandi” e devo averglielo detto perchè nei loro temi che mi hanno mandato per Natale c’era scritto. I ragazzi di origine araba hanno letto con molto piacere una loro preghiera inserita fra le altre.

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Questa sopra è un’altra frase che ho detto parlando con loro e che quasi tutti l’hanno riportata nei loro temi. Secondo me è molto importante far capire il senso dell’amore, della fratellanza il piacere dell’amicizia attraverso le loro esperienze personali come fanno queste brave insegnanti, mai imporlo. Troppo spesso le religioni hanno “comandato” l’amore in virtù di un dio che dall’alto non ti perde mai di vista,  implacabile se non osservi le sue leggi quando, parlando di spiritualità e perchè no anche in senso materiale , la cosa più evidente che ci unisce a Dio potrebbe essere proprio questo meraviglioso impulso per il quale la vita nasce, si sviluppa e cresce: l’AMORE della cui presenza possiamo continuamente fare esperianza sia che lo riceviamo sia quando lo diamo. E’ nella mancanza di Amore per noi stessi, verso gli altri e nei confronti della natura che non avremo speranza di un qualunque futuro.da-un-tema

Altre frasi dei temi “sull’incontro” dei ragazzi che mi hanno spedito in occasione del Natale 2006 assieme alla “letterina di Natale” , sì proprio quella che noi, quando eravamo piccoli (più di mezzo secolo fa) mettevamo sotto al piatto del babbo con scritte le buone intenzione :

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Ringrazio moltissimo questa bellissima classe con le loro splendide insegnanti per le emozione che mi hanno dato e la “favola” che mi hanno fatto vivere e dedico questa incisioni a loro, ai ragazzi, con la speranza che possano diventare tutti delle splendide persone.

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incontro con Taschi Tsering Lama

Posted by graficaespirito su 12/01/2009

Nell’ottobre del 2001 ho spedito una lettera alla “CASA DEL TIBET” di Votigno di Canossa (RE) per chiedere un incontro col Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama dove esponevo le ragioni di questa richiesta: “Nella primavera di questo anno ho visitato una esposizione di foto e oggetti riguardanti ilTibet titolata “Tibet perduto” a Palazzo Albertini di Forlì. Confesso che ero molto sprovveduto riguardo la conoscenza della storia, cultura e filosofia del Tibet e sono rimasto affascinato da quello che ho letto e visto dietro a quelle foto, a quei mandala e allo sventolare di quelle preghiere colorate. Considerato che sono in un momento di particolare ricerca interiore, soprattutto di carattere esistenziale, questo impatto mi ha fortemente arricchito e ha stimolato la mia attività artistica, attività che svolgo a livello amatoriale da diversi anni soprattutto nel campo grafico con incisioni su zinco……..Gradirei molto avere la possibilità di incontrare il Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama per vedere i sui lavori ed avere un aiuto per meglio entrare in quel meraviglioso mondo.”

stupa

Dall’anno successivo 2002 ho avuto numerosi incontri con Tashi Tsering Lama .

Come si arriva a Votigno di Canossa venendo da Reggio Emilia (Pecorile) ti colpisce subito il piazzale del parcheggio con al centro lo stupa (monumento funebre tibetano ) dedicato per la prima volta a uno straniero e precisamente a un mio concittadino

Nel mese di ottobre del 2002 parlando anche col Presidente della Fondazione Votigno di Canossa Stefano Dallari abbiamo deciso, Taschi ed io, di esporre le nostre opere in una sala attrezzata per queste manifestazioni entro questo bellissimo “villaggio matildico” Votigno di Canossa nel periodo pasquale del 2003 .

locandina-votigno

La vita è un viaggio che dura tutto il tempo della vita,

finito il tempo ci sarà un’altra vita

La locandina al centro avrebbe riportato una immagine con una frase che era piaciuta molto al monaco tibetano che ho riprodotto sopra e nell’altro lato si leggeva : DIALOGO D’ARTE, DIALOGO DI POPOLI, DI CULTURE, DI RELIGIONI.

votigno

votigno-bnero

Le case di questo minuscolo paese abitato da un nucleo famigliare di esuli tibetani servono anche per sede di un bel museo sulla cultura del tibet : libri sacri, oggetti quotidiani , altarini ecc. e molti locali sono al servizio di visitatori del luogo, moltissimi nei giorni festivi, cucine, camere da letto, salotti ; ed è pure presente una cappella dedicata a San Francesco.

Molto gentilmente il monaco bubbista ha assecondato le mie richieste di avere frasi o preghiere della sua “religione” che lui ha scritto con una piccola canna di bambù. Queste bellissime grafiche le ho usate più volte nelle mie incisioni.vedi “UT SIN UNUM

mottotibet

Augurio tipico tibetano che può essere tradotto :

LA FORZA DELLO SPIRITO VINCERA’

preghiera

Possano tutti gli esseri senzienti essere equanimi: dall’attaccamento e dall’odio, dal fare distinzioni tra se stessi e gli altri, dal sentirsi vicini agli uni e distanti dagli altri,

Possano tutti gli esseri senzienti essere Felici e avere le cause della felicità,

Possano essi essere Liberi dal Dolore a dalle sue Cause,

Possano tutti gli esseri non essere separati da rinascite superiori e dalla Felicità libera dalla sofferenza della Liberazione.

mandala

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Mandaladipinto da Taschi Tsering Lama con a fianco sua moglie

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Tangka: altra pittura tipica tibetana che può essere trasportata arrotolandola

incisione
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Lavori di Giovanni Mambelli provenienti da incisioni poi elaborate

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Tashi sta spiegando a una visitatrice che le due opere di fronte (incioni su zinco) sono il frutto di un lavoro comune: al centro il monaco tibetano ha disegnato una sorta di “stupa” che con tutti quei colori vuole rappresentare LA PACE mentre ai lati ho inciso un popolo in cammino che va verso la pace.

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Stefano Dallari,  Presidente della Fondazione Votigno di Canossa ,  accanto a una mia opera

la-vita-e-un-viaggio

Rivedendo questo lavoro l’anno scorso 2008, ho ottenuto una lastra di zinco mm.820 x 335 come sfondo e utilizzato altre tre piccole lastre.

Ho presentato l’opera stampata a più colori nel mese di aprile 2008 alla manifestazione  “l’arte ..un messaggio di pace”  indetta da Comune di Forlì.

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Considerazioni e riassunto su “Solstizio d’Estate”

Posted by graficaespirito su 19/05/2008

Brevi considerazioni e riassunto sullo svolgimento delle manifestazioni del “Solstizio d’Estate” dal 21 giugno al 12 Luglio 2008

Siamo immersi in questo Universo che, oltretutto, stando alle ultime scoperte astronomiche, si teorizza che ci siano collegamenti, “zone di passaggio” verso altri Universi.

Presi da tanti problemi contingenti in questa nostra vita caotica, noi comuni mortali del XXI secolo, non volgiamo mai, o quasi mai, uno sguardo o un pensiero all’immenso Complesso che ci ospita, se non quando ci sono eventi che ci fanno alzare gli occhi, come per esempio nel caso del passaggio delle comete o dello spettacolo dell’eclissi, o durante il giorno del solstizio che, talvolta, ci fa riflettere per lo meno sul tempo che passa e le stagioni che si susseguono.

Così abbiamo approfittato di questo fenomeno naturale per cominciare a vedere che cosa succede in questa fase particolare del sole rispetto alla terra e ci siamo allargati, grazie all’aiuto dell’astrofisico Oriano Spazzoli Farneti, all’osservazione del cielo notturno di inizio estate, e con l’aiuto di un telescopio abbiamo visto l’anello di Saturno, i satelliti di Giove (almeno 4), la Via Lattea e la Luna come se stessimo consultando un atlante astronomico.

Collegato a questo evento di esplorazione del cielo, in serata abbiamo inaugurato una mostra di pittura e di grafica dove tre artisti hanno espresso la loro personale visione dell’Universo da tre punti diversi di osservazione:

Oriana Spazzoli Farneti ci ha dato un saggio sulle stupende immagini e sensazioni che ci offrirà lo spazio quando in un prossimo futuro (speriamo) vi ci potremo addentrare,

Giovanni Mambelli ci ha portato a fare considerazioni di questo tipo: tutto questo è una manifestazione di Dio, che è presente nel tutto visibile e invisibile come lo è dentro di noi. Anche i primi esseri umani lo avevano individuato e adorato nell’acqua, nel fuoco, nella terra; i pagani lo avevano poi identificato nelle varie divinità e i Celti lo avevano raffigurato uno e trino.

Vito Tumiati, artista ferrarese, si è ispirato ai miti e alle costellazioni “identificando nel recupero del “mito” i tentativi da parte dell’uomo-artista di prendere le distanze da una realtà che per qualche attimo pare dissolversi alla luce di quella “storia” che gli antichi vivevano con l’intensità di una preghiera.”

Chi ci ha presentato questa “storia” delle divinità antiche è stato Francesco Tuccia, dilettante ma appassionato studioso della cultura e della religiosità pagana che, nella giornata di sabato 28 giugno, ha presentato una relazione sul Solstizio d’Estate, sui miti e sui riti antichi. La maggior parte di noi pensa che la parola “pagano” voglia dire (come afferma il dizionario) “chi ignora i principi religiosi del cristianesimo, o vi si oppone o lo perseguita” , ma in realtà non è così: “paganesimo”, infatti, “è l’insieme delle religioni, nel nostro caso, della civiltà del mondo antico greco-romano, che ha preceduto la religione cristiana”( anche questa definizione è riportata nel dizionario).

Ma per non essere troppo pesanti e pedagogici, e sempre rimanendo a tema, ci ha pensato Cristina di Bologna con il suo gruppo di balli celtici a farci digerire meglio la cena rustica (rustica sì, ma decisamente consistente e varia) e a darci una sferzata di energia e di ritmo insegnandoci a ballare all’ “irlandese”, danza che praticano i discendenti dei celti.

Il curatore dell’evento: Giovanni Mambelli

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Manifestazione del “Solstizio d’Estate”

Posted by graficaespirito su 19/05/2008

Comunione di intenti di coloro che hanno contribuito alla realizzazione

Ognuno di noi ci ha messo del suo, nella maniera in cui sa esprimersi al meglio, con più libertà e più conoscenza, coi mezzi che più sono idonei alla nostra personalità e che sappiamo gestire con passione.

E’ bello vedere che ambiti così apparentemente lontani come l’astrofisica, la storia, l’arte e le tradizioni si possano amalgamare e completare componendo così un quadro complesso ma omogeneo dove nella sincerità e nella passione che ognuno ci mette si delinea una traccia che esula dalle verità scontate che molto spesso rappresentano, in realtà, falsi pregiudizi e che va verso un’autentica ricerca del Vero.

Questo, secondo noi, è quel tipo di cultura che non consiste in una conoscenza più accurata di una specifica materia, ma vuole portare a una visione più allargata, ad un’apertura mentale su tanti elementi collegati fra loro, e soprattutto godere della bellezza di scoprire strade ed elementi nuovi partecipando e facendo partecipare.

L’astrofisico Oriano Spazzoli Farneti

Gli artisti Oriana Spazzoli Farneti Giovanni MambelliVito Tumiati

Esperto in paganesimo Francesco Tuccia

francescotucciavitotumiatiDott. Francesco Tuccia con a fianco l’artista di Ferrara che ha partecipato con le sue opere alla mostra Vito Tumiati

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