Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

Archive for the ‘religione’ Category

per un TIBET LIBERO

Posted by graficaespirito su 07/03/2016

francobollo-1Free Tibet

tibet 1

La preghiera qui riportata è il mantra di Avalokiteshvara , il mantra più recitato e conosciuto anche dai non buddisti. Può essere recitato per lunghi periodi di tempo, sgranando il mala, il rosario buddista, durante la vita comune o la meditazione.

Om Mani Padme Hum viene recitato per ottenere la liberazione, quindi la pace e la libertà dalle sofferenze, e si dice che sia così potente che anche un animale sentendolo otterrà una rinascita umana e quindi la possibilità di conoscere il dharma e raggiungere l’illuminazione. Il mantra non ha un significato letterale come frase compiuta, bensì hanno significato le sei sillabe che lo compongono.

tibet 2augurandomi che il TIBET possa tornare a essere un paese libero

Dichiarazione del Dalai Lama tratto dal sito: Spiritualità Razionale e Laica del 24/06/2016

dalai-lama

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Allegorie geomantiche

Posted by graficaespirito su 31/12/2015

ALLEGORIE GEOMANTICHE

Inserisco alcune immagini dell’ultima mostra che ho presentato a S.Agostino di Ferrara assieme al mio amico di Cesena Vittorio Presepi nel mese di ottobre 2015

allegorie geomantiche

invito s.agostino

golfarelli     La curatrice della mostra Angelamaria Golfarelli

scultura su carta in foglio di  PresepiDSC09044

presentazione invito

Presentazione della mostra nel salone della biblioteca di S.Agostino . Mambelli mostra l’interno dell’invito dove Vittorio Presepi (a fianco) ha ideato una delle sue “magie”.

 

Mambelli

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

“La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, un tentativo.  L’accenno di un sentiero” (H. Hesse)

 

Il lavoro artistico di Giovanni Mambelli, al di là del suo aspetto figurativo estremamente curato e minuzioso, presenta una peculiarità che lo innalza ad una proiezione dell’esistere quasi filosofica e metafisica. In esso sono la narrazione e il pensiero che prendono forma, svelando le complesse traiettorie dell’io che l’autore indaga e percorre, e che scaturiscono dalle diverse correnti di pensiero da cui la sua opera da sempre viene contaminata e da cui attinge.

Bellezza e Amore

bellezza e amore

Pensieri che sondano l’animo umano fino a spogliarlo di ogni orpello, che introducono alla dimensione mistica e spirituale, e che vedono la sua tecnica artistica divenire lo strumento privilegiato perchè paesaggi interiori e reali confluiscono in quell’oasi di straordinaria potenza che l’arte dirige verso la perfezione assoluta e la bellezza. Che è messaggio di speranza e positività perchè nella profonda spiritualità di Mambelli tutto ciò che è pensiero è contemplazione.

allegoria della vita

allegoria della vita

Tutto ciò che divide è in realtà ciò che al tempo stesso unisce, e la grandezza altro non è che l’infinitesima dimensione di una piccolissima e umana fragilità capace di rendere ogni individuo parte di un cosmo in cui stratificano e proliferano le differenze/valore e in cui l’io è essenza reale solo se non introitato in distruttive ipotesi globali di omologazione. Dove simboli e riti si ripetono all’infinito perpetuando nei piccoli gesti apparentemente insignificanti, invece, la vera essenza dell’eccezionalità, e dove spazio e tempo, fagocitati dalla più alta esperienza filosofica, si perdono l’uno e l’altro, nel mistero.

albero che da la vita
l'albero che da la vita

Anche per questo la sua arte si fa storica e contraddittoria narrazione  di un percorso di vita che, come ben descriveva anche Escher nei suoi disegni enigmatici di cui Giovanni Mambelli ha subito la fascinazione, non sa esimersi dal considerare l’ultraterreno parte fondante e decisiva di una complessa ed infinita spiritualità che non può prescindere dalle quotidiane esperienze/respiri. In un Finito/infinito dove uomo, natura e cosmo ruotano intorno ad un’entità impalpabile e sottile: l’anima, che tutto avvolge e tutto dirige perchè motore inesauribile d’energia e pensiero.

sguardo al futuro

“un’altro sguardo” di Giovanni Mambelli

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presepi vittorio

 Vittorio Presepi

Alcune opere presenti alla mostra

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

DSC09039


In un gigantesco alveare dove le api laboriose si affaccendano nelle loro tante attività, un uomo abita una cella con la speranza di essere nutrito. L’umanità ha bisogno anche del più piccolo essere vivente perchè in esso si esplica la sussidiarietà e l’equilibrio dell’intero sistema terra. 

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 particolare dell’uomo nella cella nutrito dall’ape

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DSC09041la solidarietà

In una cosmica Round table (Tavola rotonda) i cavalieri si sorreggono l’un l’altro, cosicchè, per alternanza, colui che è in piedi aiuti ad alzarsi colui che è in ginocchio. Un avvicendarsi infinito di reciprocità.

aiuto reciproco

particolare

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radici della vita

Quando l’Albero aveva brevi radici che di notte sollevava da terra per raggiungere l’altrove…l’Umanità era la sua chioma fatta di fronde, di fiori, di frutti.  E a ogni stagione la vita perpetuava i suoi riti e rinasceva l’erba, per divenire acerba, per divenire poi matura, ed infine… cadere…

 omaggio a minervaomaggio a Minerva

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NEL CUORE DELLA NATURA

Posted by graficaespirito su 12/03/2014

riscopriamo la nostra sacralità

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sala albertini-Forli     dal 12 al 24 aprile 2014

Descrizione della mostra partendo dalla mia presentazione

Sembra che davanti all’affascinante mistero dell’universo, l’uomo abbia trovato fin dall’antichità risposte che suonano simili in ogni angolo della terra.   Quell’universo dinamico, organico, interconnesso, non più rigidamente casuale e deterministico che la nuova fisica ha tratteggiato da qualche decina di anni era già stato intuito e descritto nei secoli scorsi.  Solo recentemente la scienza si è staccata dai principi cartesiani e newtoniani per accogliere teorie che erano ritenute eretiche o assurde.

Non sarebbe più che mai opportuno riconsiderare in modo serio le intuizioni primitive e sensitive della specie umana per tornare in un cammino comune che stiamo perdendo?  Se saremo capaci di recepire questa eredità senza preconcetti e uscire da schemi ormai generalizzati di pragmatica follia, credendo che questa sia la vera via del progresso, allora riusciremo a inserirci in armonia con noi stessi, con le altre creature e con il Tutto.

Una delle ipotesi su ciò che esiste è, per Paul Davies, che il nostro universo sia “propizio alla vita” , sia cioè orientato verso lo sviluppo della vita e della coscienza. Se è così, forse l’universo e la mente potrebbero diventare una cosa sola nel lontano futuro.

Giovanni

piume - sassitempera e matita

presentazione di Andrea Brigliadori

VERSO UNA ARCANA ARMOMIA

Tra le poesie più belle scritte da Allen Ginsberg, nel cuore stesso della Beat Generation, ce n’è una, intitolata Canzone (Song), che si apre così:”Il peso del mondo / è amore: / Sotto il fardello / della solitudine, / sotto il fardello / della insoddisfazione // il peso, /il peso che trasporriamo / è amore”. I versi del grande poeta beat indicano poi nei “tiepidi corpil’intima custodia della felicità che l’amore può attingere. “Il peso è troppo greve”, dice Ginsberg, come se l’amore dovesse sgorgare dalla impura materia che incarna per liberarsi, e liberarci, nella pura energia di una estatica felicità.

Qualcosa di simile, io credo ( o almeno mi è sembrato di intendere ), guida, più o meno segretamente, la ricerca di Giovanni Mambelli. La quale unisce profondamente i termini artistici del suo procedere ( termini di contenuto e non solo di tecnica, di messaggio e non solo di forma ai termini esistenziali del suo vivere. L’arte, insomma, con tutto il suo applicarsi ai bulini, alle morsure, ai piombi, ai colori, cammina sulla stessa strada della vita, con tutto il suo progressivo ( e sempre insoddisfatto, parziale e provvisorio ) raggiungimento di punti di arrivo, di precari traguardi. Nè Giovanni Mambelli vorrebbe dare all’arte sua di incisore altra ragion d’essere, altra giustificazione se non quella di dover dire qualcosa a qualcuno, di comunicare con altri un’espressione artistica che fa tutt’uno con le ragioni stesse della sua vita.

terra sera

incisioni su zinco

 In principio, dunque, era il paesaggio. Erano montagne e alberi contemplati nella loro bellezza immobile, nei loro mutevoli colori. Erano acque e terre, di laguna o di stagno, specchi del silenzio; erano rami e steli, colti nell’essenza della loro fragilità; erano ciottoli di fiume e luminose rive d’aria.

laguna

Era insomma la natura come scenario di meraviglie offerte all’occhio incantato, dell’artista dell’olio, della tempera, della matita, del pastello, dell’incisione.

tempera e matitacontrosole

Dominavano la luce e l’ombra, il controluce e il colore

Finchè una tempera matita del 1989 ( un primissimo piano di ceppi e radici, tali da farli apparire, ad uno sguardo immediato, anche come frammenti rocciosi di monte, su uno sfondo, sembra, di cielo azzurro e di terra innevata ) prende un titolo non più semplicemente descrittivo o narrativo, e nemmeno più soltanto didascalico e nominativo, ma un titolo, piuttosto, che già indica e suggerisce una direzione del pensiero, un possibile orientamento della riflessione, un interrogativo.

ceppaia

tempera e matita

“Dentro la natura” ( è questo il titolo ) sembra essere qualcosa di più che un’occhiata ficcata nel ventre di una ceppaia squarciata e dissepolta. E’ piuttosto un pensiero rivolto a capire e a carpire, un segreto che la natura, il suo semplice esistere, custodisce in sè, il mistero della sua presenza molteplice, della sua origine remota, e sopratutto della sua ragione profonda.

Tentare di andare “dentro la natura” è insomma l’inizio di un cammino che si sa dove comincia, ma non si sa fino a quale lontanissimo punto possa condurre. E’ l’interrogativo fatale di Leopardi: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, / silenziosa luna?”. Il pastore leopardiano non si appaga del semplice vedere e guardare la luna imminente ogni notte sui suoi sentieri.   Vuol sapere il senso, il perchè di quella presenza, sua propria del pastore, e della luna e di tutto l’inarrestabile circuito dell’universo. Domanda destinata a rimanere, in Leopardi, senza risposta.

ginko biloba

Domanda nella quale si inoltra, invece, con ansia crescente, l’animo di Giovanni Mambelli. Come è proprio degli spiriti tormentosamente religiosi, Giovanni Mambelli fa della propria arte – arte figurativa, dell’incisione e del colore – lo strumento espressivo di un interrogativo esistenziale permanente, della ricerca di una verità che stia, come per Montale, oltre la pura rappresentazione del mondo: “. . . perché tutte le immagini portano scritto: / “più in là !”, si legge, appunto, in uno degli Ossi di seppia.albero-vita

Opere come Origini del 2013, Uomo arcaico del 2010, Terra madre del 2013, e, dello stesso anno, L’albero della vita , testimoniano di un graduale abbandono ( o superamento ) del puro e semplice naturalismo dei paesaggi, a vantaggio di immagini composite, nelle quali forme residue e stilizzate di elementi naturali ( rami, radici, alberi, per esempio ) si combinano e coesistono con presenze di altra natura e di altra origine, presenze simboliche ( Buddha ), stilizzate ( Le due lune, 2000; L’albero della vita, 2013 ) immagini di una interpretazione ( non più solo di una rappresentazione ) del mondo, quale Giovanni Mambelli va cercando in tutte le religioni ( ma specialmente in quelle orientali, e più propriamente in quelle tibetane ), indagando i comuni interrogativi e le complementari risposte.

spirito materia

Un’opera del 2007, Lo Spirito nella materia, dove profili di campanili cristiano-occidentali stanno all’orizzonte di un lastricato di strade che muovono, in primo piano, da cippi fregiati dal segno della croce, sembra alludere al cammino dello spirito umano fuori dai vincoli della pura materia, o, meglio, alla scoperta di uno “spirito nella materia” che sembra riscattarla e illuminarla di verità nascoste e perciò stesso più profonde. “L’essenziale – insomma – è invisibile agli occhi”, come dice la Volpe, in un memorabile discorso, al Piccolo Principe.

antica divinità

A questa idea, che mi vien di dire magico-religiosa, sembrano corrispondere opere come Madre Terra del 2007, Antica divinità del 2011, ma anche in una sempre più complessa evoluzione delle ricerca spirituale di Giovanni Mambelli ,

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Il fiore della vita (2o11), Paradiso (2011), Uomo se non ami…(2010);

s.sofia

mentre incisioni come La superbia (2011), Ut sint unum (2004), Preghiere per la pace (2004), Hagia Sophia (2013) invitano a riflettere sulla risposta offerta dal cristianesimo alla domanda radicale di senso che è propria in universale, sembra, della natura umana.

il segno del dolore

L’esperienza del dolore, prerogativa, questa sì, della condizione terrena dell’uomo, si scioglie, almeno in una certa misura, nell’incontro col Buddismo e con la religiosità tibetana, e soprattutto si distende nell’idea del viaggio

la-vita-e-un-viaggio[1]

 che può trovare il suo senso, e forse il suo approdo finale, in una spiritualità onnicomprensiva, dove tutto, amore e dolore, materia e spirito, storia e mondo, tempo ed eterno, anima e corpo, tutto si fonde nell’arcana armonia universale di una natura madre di vita e di morte, di cadute e di resurrezioni.

ricerca spiritualità

 ai martiri tibetani

 

 

 

 

Siamo vicini, mi pare a quella natura-tempio di cui Baudelaire invitava a cogliere, e a intendere, la sacra profondità del linguaggio. E vicini, anche, a quell’acqua del fiume Isonzo percepita da Giuseppe Ungaretti come “occulte / mani / che m’intridono” , capaci di regalare “la rara / felicità” ( i fiumi ). Lo stesso Ungaretti “uomo di pena” che ha appena confessato a sé stesso, nella stessa poesia: “il mio supplizio / è quando / non mi credo / in armonia”. La medesima confessione, credo, che potrebbe fare a se stesso, e che forse ha già fatto, Giovanni Mambelli.

                                                                                            Andrea Brigliadori

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l’altra vita

Posted by graficaespirito su 13/01/2013

“Inferno, purgatorio e paradiso”

è il tema che l’ALI : Associazione Liberi Incisori, di Bologna,   di cui faccio parte, ci ha proposto per l’annuario 2013,” tema da intendere nel modo più ampio possibile, dal riferimento alle concezioni religiose – non solo cristiane-, alla Divina Commedia, alla dimensione psicologica dell’inferno, purgatorio, paradiso che ciascuno di noi ha vissuto nella propria esperienza personale”.

      PARADISO

Paradiso : “Il Paradiso, ammesso che esista,non può non avere gli occhi della piena consapevolezza”.

Mi piace pensare che nell’esercizio pieno della propria spiritualità: preghiera, meditazione, arte, poesia, musica, danza e sensualità, l’uomo possa espandere la propria personalità anche dopo la morte.    Per rappresentare questo processo ho preso a prestito la figura di un frattale vegetale.

Al centro, nella parte alta, l’immagine uomo-donna vuole raffigurare la più alta espressione della spiritualità.

Credo che ciascuno di noi debba aprirsi culturalmente alle altre religioni o etiche spirituali per constatare, nelle forme più alte, quanti atteggiamenti mentali simili ci uniscono agli altri e in questa mia opera, per rappresentare la piena consapevolezza e la rinascita dopo la morte, mi è venuto spontaneo raffigurare l’occhio di Buddha e l’occhio di Ra.

 IL FIORE DELLA VITA

IL FIORE DELLA VITA

E se morire volesse dire entrare in un’altra dimensione?

La più bella sarebbe quella da cui tutto ha avuto origine.

Il simbolo potrebbe essere “il fiore della vita”.  Questa immagine di un fiore a sei punte legato al concetto della Dea Madre e del suo Figlio Divino è stata rinvenuta in molte parti del mondo e riportata alla luce anche dopo 5000 anni.

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Il Segno del Dolore

Posted by graficaespirito su 30/12/2008

L’articolo  Fisica della mente – ultima frontiera , mi riporta al febbraio 2007, quando è venuto a visitare la mia personale a Pontelagoscuro di Ferrara Claudio Stecca Naturopata, iridologo e nutrizionista di Padova a cui si rivolgono anche persone di mia conoscenza  con esiti molto confortanti per la loro salute.

Mi fece molti complimenti per le mie opere.  In particolare l’incisione sul dolore  lo colpì molto in quanto ci vide l’espressione grafica del suo lavoro. In parole molto semplici il Naturopata Claudio Stecca usa il dolore come terapia (cioè il dolore che lui produce con le sue mani induce nel paziente una sorta di auto guarigione e produce effetti benefici) come  riportato sotto al quadro dove si parla del potere taumaturgico del dolore sia fisicamente che spiritualmente.

Quando gli proposi di tenere una conferenza alla mia prossima mostra che avrei allestito fine luglio nel Comune di Migliarino (FE) accettò subito con piacere.

Nella sua relazione del 20 luglio 2007, rifacendosi a antichissimi scritti  : i Veda indiani e la Kabalà , ci raccontò come aveva sperimentato lui stesso e tutti quelli che si occupavano di una certa branca della naturopatia che certe condizioni mentali esasperate dall’egoismo, dalla gelosia,  dall’attaccamento a cose e persone portano a malattie in parti specifiche del nostro corpo. Era stata già tracciata una mappa in quel tempo così lontano e citata in quei libri “sacri”.  La rimozione di questa condizione mentale riporta l’armonia e la salute. Quindi normalizzato un certo flusso di energia, che considerato così può essere assimilato alla coscienza stessa, si ottiene una pace fisica (salute) e se andiamo oltre prendendo il fenomeno sotto l’aspetto religioso richiama la pace spirituale (grazia).

Anche con questa esperienza  si deduce che il mio piccolo cammino espresso soprattutto in chiave grafica è molto simile e collima con quello che altri uomini , ognuno nel suo settore e con l’esperienza nel suo campo specifico, stanno facendo o hanno già fatto.

il-segno-del-dolorenTitolo dell’opera: “IL SEGNO DEL DOLORE” (il dolore interpretato come mezzo terapeutico).

Incisione su zinco : vernice-molle e acquatinta , mm .400 x 340 anno 2004.

Opera presentata nel 2004 alla seconda edizione del PREMIO ITALO GRANDI indetta da “GRAFICA D’ARTE” sul tema “il segno del dolore”-

Dichiarazione di poetica dell’autore:”…”il segno del dolore è espresso dalle contrazioni delle nervature sia della mano che del legno della croce che ciascuno di noi deve portare….L’energia purificatrice che scaturisce dalla sofferenza spezza la croce: le linee rigide e fredde diventano, con l’aiuto dello Spirito, sinuose e dolci e portano il nostro essere alla luce in Cristo.”

***

Fisica molecolare e coscienza

Da Università degli Studi di Torino – Facoltà di Psicologia:

La fisica molecolare si domanda oggi se esistono delle particelle che possano essere considerate i mattoni della Coscienza. Questa domanda ne presuppone ovviamente un’altra : esistono delle particelle subatomiche dotate anch’ esse di coscienza? La domanda non è assurda; ogni individuo umano è costituito da molecole, le quali a loro volta sono costituite da atomi che vengono costruiti con delle particelle elementari. Ebbene, se gli uomini hanno una coscienza, questa non può che scaturire dai suoi costituenti fisici primordiali.

Le domande che i fisici moderni si pongono nascono dai risultati di un esperimento. Se si cerca di far passare una particella-onda attraverso la fessura di uno schermo, questa inevitabilmente la attraverserà sotto forma di corpuscolo. Se le fessure sono due, la particella, nonostante sia ancora orientata verso la prima fessura, passerà attraverso tutti i e due i fori sotto forma di onda. Il fotone o l’elettrone, in altre parole, assumono un atteggiamento intelligente in rapporto alle condizioni poste dallo sperimentatore. Attraverso diversi esperimenti si giunge alla conclusione che la particella non solo conosce se entrambi i fori sono aperti, ma anche se noi la osserviamo e quindi è in grado di adeguare di conseguenza il suo comportamento.

L’interpretazione del mondo quantistico così come viene sostenuto da alcune scuole come quella di Copenaghen, fa pensare che sia l’atto di osservare un sistema che lo forza a divenire reale. Secondo un certo punto di vista, nel momento in cui l’elettrone viene sparato, esso scompare e viene sostituito da una nube di elettroni fantasma. Ogni elettrone fantasma (il fantasma non è altro che un’onda) segue una direzione diversa verso lo schermo. Questa nube fantasma esiste e funziona solo se non viene osservata. Nel momento in cui viene osservata soltanto un elettrone sopravvive, mentre gli altri fantasmi si dissolvono nel nulla. L’elettrone che sopravvive si materializza come un elettrone reale per l’osservatore.

Tutto questo ci conduce ad una deduzione: la nostra coscienza potrebbe interferire con il Campo Unificato in maniera tale da indurlo a creare qualcosa che parte dalla nostra stessa mente… Naturalmente, pur se formulata da eminenti fisici, si tratta solamente di una teoria.

Dice il noto fisico David Bohm: “Se si potrà dimostrare che esistono effettivamente dei legami tra i processi quantistici e quello del pensiero, allora molte cose del pensiero potranno essere spiegate in modo del tutto naturale

Di seguito alcuni estratti della locandina della mostra tenutasi a Migliarino dal 20 luglio al 3 agosto 2007

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Nella foto Claudio Stecca ( a sinistra ) e  Giovanni Mambelli in occasione della presentazione

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