Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

Archive for the ‘Preghiere’ Category

per un TIBET LIBERO

Posted by graficaespirito su 07/03/2016

francobollo-1Free Tibet

tibet 1

La preghiera qui riportata è il mantra di Avalokiteshvara , il mantra più recitato e conosciuto anche dai non buddisti. Può essere recitato per lunghi periodi di tempo, sgranando il mala, il rosario buddista, durante la vita comune o la meditazione.

Om Mani Padme Hum viene recitato per ottenere la liberazione, quindi la pace e la libertà dalle sofferenze, e si dice che sia così potente che anche un animale sentendolo otterrà una rinascita umana e quindi la possibilità di conoscere il dharma e raggiungere l’illuminazione. Il mantra non ha un significato letterale come frase compiuta, bensì hanno significato le sei sillabe che lo compongono.

tibet 2augurandomi che il TIBET possa tornare a essere un paese libero

Dichiarazione del Dalai Lama tratto dal sito: Spiritualità Razionale e Laica del 24/06/2016

dalai-lama

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Allegorie geomantiche

Posted by graficaespirito su 31/12/2015

ALLEGORIE GEOMANTICHE

Inserisco alcune immagini dell’ultima mostra che ho presentato a S.Agostino di Ferrara assieme al mio amico di Cesena Vittorio Presepi nel mese di ottobre 2015

allegorie geomantiche

invito s.agostino

golfarelli     La curatrice della mostra Angelamaria Golfarelli

scultura su carta in foglio di  PresepiDSC09044

presentazione invito

Presentazione della mostra nel salone della biblioteca di S.Agostino . Mambelli mostra l’interno dell’invito dove Vittorio Presepi (a fianco) ha ideato una delle sue “magie”.

 

Mambelli

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

“La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, un tentativo.  L’accenno di un sentiero” (H. Hesse)

 

Il lavoro artistico di Giovanni Mambelli, al di là del suo aspetto figurativo estremamente curato e minuzioso, presenta una peculiarità che lo innalza ad una proiezione dell’esistere quasi filosofica e metafisica. In esso sono la narrazione e il pensiero che prendono forma, svelando le complesse traiettorie dell’io che l’autore indaga e percorre, e che scaturiscono dalle diverse correnti di pensiero da cui la sua opera da sempre viene contaminata e da cui attinge.

Bellezza e Amore

bellezza e amore

Pensieri che sondano l’animo umano fino a spogliarlo di ogni orpello, che introducono alla dimensione mistica e spirituale, e che vedono la sua tecnica artistica divenire lo strumento privilegiato perchè paesaggi interiori e reali confluiscono in quell’oasi di straordinaria potenza che l’arte dirige verso la perfezione assoluta e la bellezza. Che è messaggio di speranza e positività perchè nella profonda spiritualità di Mambelli tutto ciò che è pensiero è contemplazione.

allegoria della vita

allegoria della vita

Tutto ciò che divide è in realtà ciò che al tempo stesso unisce, e la grandezza altro non è che l’infinitesima dimensione di una piccolissima e umana fragilità capace di rendere ogni individuo parte di un cosmo in cui stratificano e proliferano le differenze/valore e in cui l’io è essenza reale solo se non introitato in distruttive ipotesi globali di omologazione. Dove simboli e riti si ripetono all’infinito perpetuando nei piccoli gesti apparentemente insignificanti, invece, la vera essenza dell’eccezionalità, e dove spazio e tempo, fagocitati dalla più alta esperienza filosofica, si perdono l’uno e l’altro, nel mistero.

albero che da la vita
l'albero che da la vita

Anche per questo la sua arte si fa storica e contraddittoria narrazione  di un percorso di vita che, come ben descriveva anche Escher nei suoi disegni enigmatici di cui Giovanni Mambelli ha subito la fascinazione, non sa esimersi dal considerare l’ultraterreno parte fondante e decisiva di una complessa ed infinita spiritualità che non può prescindere dalle quotidiane esperienze/respiri. In un Finito/infinito dove uomo, natura e cosmo ruotano intorno ad un’entità impalpabile e sottile: l’anima, che tutto avvolge e tutto dirige perchè motore inesauribile d’energia e pensiero.

sguardo al futuro

“un’altro sguardo” di Giovanni Mambelli

*°*°*°*°*°*°*

presepi vittorio

 Vittorio Presepi

Alcune opere presenti alla mostra

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

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In un gigantesco alveare dove le api laboriose si affaccendano nelle loro tante attività, un uomo abita una cella con la speranza di essere nutrito. L’umanità ha bisogno anche del più piccolo essere vivente perchè in esso si esplica la sussidiarietà e l’equilibrio dell’intero sistema terra. 

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 particolare dell’uomo nella cella nutrito dall’ape

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DSC09041la solidarietà

In una cosmica Round table (Tavola rotonda) i cavalieri si sorreggono l’un l’altro, cosicchè, per alternanza, colui che è in piedi aiuti ad alzarsi colui che è in ginocchio. Un avvicendarsi infinito di reciprocità.

aiuto reciproco

particolare

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radici della vita

Quando l’Albero aveva brevi radici che di notte sollevava da terra per raggiungere l’altrove…l’Umanità era la sua chioma fatta di fronde, di fiori, di frutti.  E a ogni stagione la vita perpetuava i suoi riti e rinasceva l’erba, per divenire acerba, per divenire poi matura, ed infine… cadere…

 omaggio a minervaomaggio a Minerva

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NEL CUORE DELLA NATURA

Posted by graficaespirito su 12/03/2014

riscopriamo la nostra sacralità

cuore_natura

sala albertini-Forli     dal 12 al 24 aprile 2014

Descrizione della mostra partendo dalla mia presentazione

Sembra che davanti all’affascinante mistero dell’universo, l’uomo abbia trovato fin dall’antichità risposte che suonano simili in ogni angolo della terra.   Quell’universo dinamico, organico, interconnesso, non più rigidamente casuale e deterministico che la nuova fisica ha tratteggiato da qualche decina di anni era già stato intuito e descritto nei secoli scorsi.  Solo recentemente la scienza si è staccata dai principi cartesiani e newtoniani per accogliere teorie che erano ritenute eretiche o assurde.

Non sarebbe più che mai opportuno riconsiderare in modo serio le intuizioni primitive e sensitive della specie umana per tornare in un cammino comune che stiamo perdendo?  Se saremo capaci di recepire questa eredità senza preconcetti e uscire da schemi ormai generalizzati di pragmatica follia, credendo che questa sia la vera via del progresso, allora riusciremo a inserirci in armonia con noi stessi, con le altre creature e con il Tutto.

Una delle ipotesi su ciò che esiste è, per Paul Davies, che il nostro universo sia “propizio alla vita” , sia cioè orientato verso lo sviluppo della vita e della coscienza. Se è così, forse l’universo e la mente potrebbero diventare una cosa sola nel lontano futuro.

Giovanni

piume - sassitempera e matita

presentazione di Andrea Brigliadori

VERSO UNA ARCANA ARMOMIA

Tra le poesie più belle scritte da Allen Ginsberg, nel cuore stesso della Beat Generation, ce n’è una, intitolata Canzone (Song), che si apre così:”Il peso del mondo / è amore: / Sotto il fardello / della solitudine, / sotto il fardello / della insoddisfazione // il peso, /il peso che trasporriamo / è amore”. I versi del grande poeta beat indicano poi nei “tiepidi corpil’intima custodia della felicità che l’amore può attingere. “Il peso è troppo greve”, dice Ginsberg, come se l’amore dovesse sgorgare dalla impura materia che incarna per liberarsi, e liberarci, nella pura energia di una estatica felicità.

Qualcosa di simile, io credo ( o almeno mi è sembrato di intendere ), guida, più o meno segretamente, la ricerca di Giovanni Mambelli. La quale unisce profondamente i termini artistici del suo procedere ( termini di contenuto e non solo di tecnica, di messaggio e non solo di forma ai termini esistenziali del suo vivere. L’arte, insomma, con tutto il suo applicarsi ai bulini, alle morsure, ai piombi, ai colori, cammina sulla stessa strada della vita, con tutto il suo progressivo ( e sempre insoddisfatto, parziale e provvisorio ) raggiungimento di punti di arrivo, di precari traguardi. Nè Giovanni Mambelli vorrebbe dare all’arte sua di incisore altra ragion d’essere, altra giustificazione se non quella di dover dire qualcosa a qualcuno, di comunicare con altri un’espressione artistica che fa tutt’uno con le ragioni stesse della sua vita.

terra sera

incisioni su zinco

 In principio, dunque, era il paesaggio. Erano montagne e alberi contemplati nella loro bellezza immobile, nei loro mutevoli colori. Erano acque e terre, di laguna o di stagno, specchi del silenzio; erano rami e steli, colti nell’essenza della loro fragilità; erano ciottoli di fiume e luminose rive d’aria.

laguna

Era insomma la natura come scenario di meraviglie offerte all’occhio incantato, dell’artista dell’olio, della tempera, della matita, del pastello, dell’incisione.

tempera e matitacontrosole

Dominavano la luce e l’ombra, il controluce e il colore

Finchè una tempera matita del 1989 ( un primissimo piano di ceppi e radici, tali da farli apparire, ad uno sguardo immediato, anche come frammenti rocciosi di monte, su uno sfondo, sembra, di cielo azzurro e di terra innevata ) prende un titolo non più semplicemente descrittivo o narrativo, e nemmeno più soltanto didascalico e nominativo, ma un titolo, piuttosto, che già indica e suggerisce una direzione del pensiero, un possibile orientamento della riflessione, un interrogativo.

ceppaia

tempera e matita

“Dentro la natura” ( è questo il titolo ) sembra essere qualcosa di più che un’occhiata ficcata nel ventre di una ceppaia squarciata e dissepolta. E’ piuttosto un pensiero rivolto a capire e a carpire, un segreto che la natura, il suo semplice esistere, custodisce in sè, il mistero della sua presenza molteplice, della sua origine remota, e sopratutto della sua ragione profonda.

Tentare di andare “dentro la natura” è insomma l’inizio di un cammino che si sa dove comincia, ma non si sa fino a quale lontanissimo punto possa condurre. E’ l’interrogativo fatale di Leopardi: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, / silenziosa luna?”. Il pastore leopardiano non si appaga del semplice vedere e guardare la luna imminente ogni notte sui suoi sentieri.   Vuol sapere il senso, il perchè di quella presenza, sua propria del pastore, e della luna e di tutto l’inarrestabile circuito dell’universo. Domanda destinata a rimanere, in Leopardi, senza risposta.

ginko biloba

Domanda nella quale si inoltra, invece, con ansia crescente, l’animo di Giovanni Mambelli. Come è proprio degli spiriti tormentosamente religiosi, Giovanni Mambelli fa della propria arte – arte figurativa, dell’incisione e del colore – lo strumento espressivo di un interrogativo esistenziale permanente, della ricerca di una verità che stia, come per Montale, oltre la pura rappresentazione del mondo: “. . . perché tutte le immagini portano scritto: / “più in là !”, si legge, appunto, in uno degli Ossi di seppia.albero-vita

Opere come Origini del 2013, Uomo arcaico del 2010, Terra madre del 2013, e, dello stesso anno, L’albero della vita , testimoniano di un graduale abbandono ( o superamento ) del puro e semplice naturalismo dei paesaggi, a vantaggio di immagini composite, nelle quali forme residue e stilizzate di elementi naturali ( rami, radici, alberi, per esempio ) si combinano e coesistono con presenze di altra natura e di altra origine, presenze simboliche ( Buddha ), stilizzate ( Le due lune, 2000; L’albero della vita, 2013 ) immagini di una interpretazione ( non più solo di una rappresentazione ) del mondo, quale Giovanni Mambelli va cercando in tutte le religioni ( ma specialmente in quelle orientali, e più propriamente in quelle tibetane ), indagando i comuni interrogativi e le complementari risposte.

spirito materia

Un’opera del 2007, Lo Spirito nella materia, dove profili di campanili cristiano-occidentali stanno all’orizzonte di un lastricato di strade che muovono, in primo piano, da cippi fregiati dal segno della croce, sembra alludere al cammino dello spirito umano fuori dai vincoli della pura materia, o, meglio, alla scoperta di uno “spirito nella materia” che sembra riscattarla e illuminarla di verità nascoste e perciò stesso più profonde. “L’essenziale – insomma – è invisibile agli occhi”, come dice la Volpe, in un memorabile discorso, al Piccolo Principe.

antica divinità

A questa idea, che mi vien di dire magico-religiosa, sembrano corrispondere opere come Madre Terra del 2007, Antica divinità del 2011, ma anche in una sempre più complessa evoluzione delle ricerca spirituale di Giovanni Mambelli ,

universo-mambelli[1]

Il fiore della vita (2o11), Paradiso (2011), Uomo se non ami…(2010);

s.sofia

mentre incisioni come La superbia (2011), Ut sint unum (2004), Preghiere per la pace (2004), Hagia Sophia (2013) invitano a riflettere sulla risposta offerta dal cristianesimo alla domanda radicale di senso che è propria in universale, sembra, della natura umana.

il segno del dolore

L’esperienza del dolore, prerogativa, questa sì, della condizione terrena dell’uomo, si scioglie, almeno in una certa misura, nell’incontro col Buddismo e con la religiosità tibetana, e soprattutto si distende nell’idea del viaggio

la-vita-e-un-viaggio[1]

 che può trovare il suo senso, e forse il suo approdo finale, in una spiritualità onnicomprensiva, dove tutto, amore e dolore, materia e spirito, storia e mondo, tempo ed eterno, anima e corpo, tutto si fonde nell’arcana armonia universale di una natura madre di vita e di morte, di cadute e di resurrezioni.

ricerca spiritualità

 ai martiri tibetani

 

 

 

 

Siamo vicini, mi pare a quella natura-tempio di cui Baudelaire invitava a cogliere, e a intendere, la sacra profondità del linguaggio. E vicini, anche, a quell’acqua del fiume Isonzo percepita da Giuseppe Ungaretti come “occulte / mani / che m’intridono” , capaci di regalare “la rara / felicità” ( i fiumi ). Lo stesso Ungaretti “uomo di pena” che ha appena confessato a sé stesso, nella stessa poesia: “il mio supplizio / è quando / non mi credo / in armonia”. La medesima confessione, credo, che potrebbe fare a se stesso, e che forse ha già fatto, Giovanni Mambelli.

                                                                                            Andrea Brigliadori

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l’altra vita

Posted by graficaespirito su 13/01/2013

“Inferno, purgatorio e paradiso”

è il tema che l’ALI : Associazione Liberi Incisori, di Bologna,   di cui faccio parte, ci ha proposto per l’annuario 2013,” tema da intendere nel modo più ampio possibile, dal riferimento alle concezioni religiose – non solo cristiane-, alla Divina Commedia, alla dimensione psicologica dell’inferno, purgatorio, paradiso che ciascuno di noi ha vissuto nella propria esperienza personale”.

      PARADISO

Paradiso : “Il Paradiso, ammesso che esista,non può non avere gli occhi della piena consapevolezza”.

Mi piace pensare che nell’esercizio pieno della propria spiritualità: preghiera, meditazione, arte, poesia, musica, danza e sensualità, l’uomo possa espandere la propria personalità anche dopo la morte.    Per rappresentare questo processo ho preso a prestito la figura di un frattale vegetale.

Al centro, nella parte alta, l’immagine uomo-donna vuole raffigurare la più alta espressione della spiritualità.

Credo che ciascuno di noi debba aprirsi culturalmente alle altre religioni o etiche spirituali per constatare, nelle forme più alte, quanti atteggiamenti mentali simili ci uniscono agli altri e in questa mia opera, per rappresentare la piena consapevolezza e la rinascita dopo la morte, mi è venuto spontaneo raffigurare l’occhio di Buddha e l’occhio di Ra.

 IL FIORE DELLA VITA

IL FIORE DELLA VITA

E se morire volesse dire entrare in un’altra dimensione?

La più bella sarebbe quella da cui tutto ha avuto origine.

Il simbolo potrebbe essere “il fiore della vita”.  Questa immagine di un fiore a sei punte legato al concetto della Dea Madre e del suo Figlio Divino è stata rinvenuta in molte parti del mondo e riportata alla luce anche dopo 5000 anni.

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autorappresentazioni

Posted by graficaespirito su 02/10/2011

Grazie al grande impegno e entusiasmo messo da Marco Fiori e Marzio Dall’Acqua , Presidente e Collaboratore (socio ad Honorem) , che la nostra Associazione (Associazione Liberi Incisori) è presente dall’8 al 30 ottobre al “MAURIZIANO” di Reggio Emilia, curatore Giuseppe Berti.

 

Noi soci incisori presentiamo, in questa rassegna,  lavori che dovrebbero raffigurare la nostra persona e che, a mio parere vanno oltre l’autoritratto per essere, come suggerisce l’invito, uno specchio della nostra mente.

Ci è chiesto, ogni volta che affrontiamo un tema specifico da esprimere su lastra, di allegare all’opera uno scritto per approfondire il nostro pensiero e la motivazione che ci ha portato in quella direzione.

Trovo che le parole pubblicate di accompagno al lavoro danno più solidità e chiarezza all’espressione del nostro pensiero artistico e umano: non è forse questa necessità di dialogare che ci spinge in questa attività?

Vengo a presentarvi la mia partecipazione :

Note sull’opera: … con un altro sguardo – autoritratto     Più che un autoritratto vuole essere una mia abituale riflessione sulla spiritualità.

In primo piano ho rappresentato una sorta di altare paleolitico con varie “coppelle votive” scavate nella roccia, (vedi i vari ritrovamenti anche nelle dolomite) questo per rappresentare il bisogno da sempre dell’uomo di pregare uno Spirito sopranaturale.   Poi, in modo circolare, troviamo sculture e edifici di culto simili nell’architettura anche se lontanissimi nel tempo e nello spazio: (templi a gradoni dei Maya e edifici sacri di Angkor Wat in Cambogia) . L’altare azteco, dove venivano fatti molteplici sacrifici umani con sopra un calumet della pace degli antichi indiani d’America, rappresenta in metafora le contraddizioni che spesso troviamo nelle religioni.

A volte anche le scritture “sacre” si prestano a delle interpretazioni che invitano alla violenza e le conseguenze le vediamo continuamente (per non parlare del passato).

Credo che la speranza possibile per un futuro di pace risieda in quella “scintilla Divina” che illumina la nostra mente e che ci permette di vedere al di sopra delle strutture attuali anche religiose, sempre che non ne siamo troppo succubi, per poterci liberamente sintonizzare con i valori della nostra spiritualità.

Note sull’opera: Uomo arcaico – autoritratto

Un uomo che, come tanti altri, si chiede chi eravamo e a chi si rivolgeva in nostro spirito per attingere la volontà e la forza per costruire stupendi edifici, esibendo una creatività che non ha nulla da invidiare con quella dell’uomo moderno.

Questo “uomo arcaico”, con cui mi identifico, vuole essere una riflessione sugli spiriti che assistevano e intimorivano la nostra esistenza nei secoli passati.

La Natura tutta (terra e cielo) era adorata in diverse personificazioni e ad essa erano rivolte le nostre preghiere a differenza dei giorni nostri dove è spesso bistrattata e usata per scopi utilitaristici senza pensare alle conseguenze.

Sentivamo in questo legame stretto col Tutto una comune fratellanza anche con le creature più piccole apparentemente infide e insignificanti.

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Associazione Liberi Incisori

Posted by graficaespirito su 21/04/2011

Prendo l’occasione di questa  pubblicazione su L’occhio nel segno supplemento al n.85 di “Grafica d’arte”,per presentare alcune eventi organizzati dall’Associazione Liberi Incisori di cui faccio parte . Per quanto riguarda la mostra del settembre 2010 che aveva  per tema il restauro della cupola del santuario di S.Maria della Vita di Bologna che si è tenuta nell’attiguo Museo della Sanità e dell’Assistenza ritengo che sia stata emozionante sia per l’ambiantazione che per le opere presentate dai soci.

 L’incisione che ho presentato con quello strano accostamento della cupola della chiesa di Bologna con quei tre monaci tibetani intenti a restaurare un loro tempio  vuole rappresentare la speranza di un ritorno alle origini di una fede degna dei suoi valori spirituali.

Buona Pasqua 2011.

 

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allegorie

Posted by graficaespirito su 27/03/2010

Allegorie

“viaggio iconografico nella spiritualità”

 

personale alla galleria d’Arte ATREBATES di DOZZA (Imola)

dal 17  APRILE al 2 MAGGIO 2010

 

incisione su zinzo mm.480×385 ceramolle-acquatinta

                                                          

“allegoria”   matita e inchiostro

Giovanni Tassani a una mia personale del 1995 alla galleria “La Bottega” a Ravenna con la Prof. Carmen Silvestroni

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per quell’Amore che …

Posted by graficaespirito su 02/02/2010

incisione su lastra di zinco a ceramolle e acquatinta

Per quell’Amore che ….

Era da tempo che mi proponevo di parlare di questo mio lavoro del 2002 presentato alla Galleria “la bottega” di Ravenna in una personale titolata come l’opera in oggetto “per quell’amore che…”.

Con queste figure, date da vecchi stampi  per stoffe indiani, come si fa col materiale da costruzione (mattoni e cemento) ho costruito due monumenti islamici e anche se sono collocati a molta distanza fra loro , li ho messi uno sopral’altro.

 disegno ultimo che ho trasportato sulla cera per poi mettere in acido

La costruzione alla base è il “Palazzo dei Venti” a Jaipur nel Rajastan, mentre sopra si erge la torre ciclopica del Qutb Minar a Nuova Delhi, che, si dice, sia stata edificata con le pietre di cinquemila templi pagani (indiani e bubbisti).      Ho pensato allora alle distruzioni  fatte per affermare la forza dell’Islam .   E di fronte a tali violenze , allora come oggi (vedi Cina-Tibet), il buddismo richiama al perdono e i monaci pregano “affinchè i loro persecutori non debbano avere una brutta reincarnazione a causa del male fatto a loro.

  Cosa meglio di un “mulinello tibetano” intento a spargere preghiere poteva rappresentare l’anelito di perdono rivolto ai loro oppressori?

Parlando di perdono viene da pensare  che questa è una espressione d’Amore tra le più alte e purtroppo fra le più rare che l’uomo riesca a rivolgere verso il prossimo da cui ha subito una malvagità. Tutte le religioni lo insegnano e sopratutto Gesù Cristo più di una volta ce lo ha predicato.  Penso che ognuno di noi poco o tanto abbia fatto l’esperienza del perdono e anche se a volte costa moltissimo è pur vero che chi  ha perdonato ha ricevuto una forte gratificazione spirituale e si è sentito in fondo migliorato dentro.   E’ come se avessimo cambiato rotta e essere passati dal continuo stato belligerante a una confortevole atmosfera di pace.  E’ sicuramente un valore spirituale che andrebbe meglio visualizzato e praticato non solo per noi persone ma a vantaggio di tutta la società.

per dare più movimento qui ho usato tre lastre

 Nella locandina  di questa personale avevo scritto una sorta di litanie rivolte al senso dell’ Amore :

Per quell’Amore che ti fa sentire il pulsare dell’Universo in continua espansione nel volo di una piccola farfalla,

Per quell’Amore che ci fa sperare e credere nella comunione eterna con questa forza creatrice,

Per quell’Amore che ci spinge a conoscere le altre razze, gli altri popoli, la loro lingua, cultura, religione,

Per quell’Amore senza il quale la scienza è come una pistola carica puntata alla tempia che prima o poi sparerà,

Per quell’Amore che non ti fa gioiere delle tue ricchezze anzi ti fa sentire in colpa il non dividerle con chi è costretto a morire perchè non ha niente,

Per quell’Amore che illumina l’arte e la scienza dando all’intelligenza dell’uomo una forza creatrice geniale,

Per quell’Amore che ti fa vedere nella più completa oscurità, anche se sei cieco dalla nascita,

Per quell’Amore che soffre per le sofferenze del fratello di ogni razza, ceto e religione e se è per causa di ingiustizia ti fa lottare al suo fianco,

Per quell’Amore che non nasconde ma scopre e fra le infinite ipotetiche realtà ti fa vedere quella vera,

Per quell’Amore che ci spinge alla ricerca e alla libertà in ogni campo sia materiale che spirituale perchè è dentro di noi che si trovano le risposte,

Per quell’Amore che ….

 Seguivano a queste altre considerazione sull’Amore e alcune note di carattere generale.

Per l’occasione la Dott.sa Flavia Bugani così ha scritto:

“Per quell’Amore che…” : le riflessioni di Giovanni Mambelli, che accompagnano questa mostra e ne sono il fondamento ispirativo, costituiscono una straordinaria professione di fiducia nell’uomo, nella sua forza creativa, nella sua carica spirituale e sorgivamente, istintivamente religiosa, nella sua capacità di aggregazione, che è socialità e diviene solidarietà e fraternità.  Tali ” litanie” come l’artista le definisce con quella sorridente, scanzonata autoironia, che è componente del suo carattere sono, altresì, espressione di un sentimento panteista e cosmico, a cui sono conseguenti l’esigenza di vivere in armonia col creato e l’avvertire, con intima emozione e con turbamento, che è anche meraviglia, il respiro profondo e il mistero dell’universo.

 Colgo l’occasione per ricordare chi gestiva la Galleria “la bottega”   insieme alla moglie Angelina, dove nel retro della sala  stampava per tantissimi incisori di tutta Italia: Giuseppe Maestri ,  bellissima figura di artista e di uomo, morto lo scorso anno 2009

 Giuseppe Maestri alla mia personale nel 2002

e come non ricordare la “grande” Carmen Silvestroni ” . Qui siamo nella medesina Galleria La Bottega di Maestri per una mia personale nel 1995

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incontro con Taschi Tsering Lama

Posted by graficaespirito su 12/01/2009

Nell’ottobre del 2001 ho spedito una lettera alla “CASA DEL TIBET” di Votigno di Canossa (RE) per chiedere un incontro col Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama dove esponevo le ragioni di questa richiesta: “Nella primavera di questo anno ho visitato una esposizione di foto e oggetti riguardanti ilTibet titolata “Tibet perduto” a Palazzo Albertini di Forlì. Confesso che ero molto sprovveduto riguardo la conoscenza della storia, cultura e filosofia del Tibet e sono rimasto affascinato da quello che ho letto e visto dietro a quelle foto, a quei mandala e allo sventolare di quelle preghiere colorate. Considerato che sono in un momento di particolare ricerca interiore, soprattutto di carattere esistenziale, questo impatto mi ha fortemente arricchito e ha stimolato la mia attività artistica, attività che svolgo a livello amatoriale da diversi anni soprattutto nel campo grafico con incisioni su zinco……..Gradirei molto avere la possibilità di incontrare il Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama per vedere i sui lavori ed avere un aiuto per meglio entrare in quel meraviglioso mondo.”

stupa

Dall’anno successivo 2002 ho avuto numerosi incontri con Tashi Tsering Lama .

Come si arriva a Votigno di Canossa venendo da Reggio Emilia (Pecorile) ti colpisce subito il piazzale del parcheggio con al centro lo stupa (monumento funebre tibetano ) dedicato per la prima volta a uno straniero e precisamente a un mio concittadino

Nel mese di ottobre del 2002 parlando anche col Presidente della Fondazione Votigno di Canossa Stefano Dallari abbiamo deciso, Taschi ed io, di esporre le nostre opere in una sala attrezzata per queste manifestazioni entro questo bellissimo “villaggio matildico” Votigno di Canossa nel periodo pasquale del 2003 .

locandina-votigno

La vita è un viaggio che dura tutto il tempo della vita,

finito il tempo ci sarà un’altra vita

La locandina al centro avrebbe riportato una immagine con una frase che era piaciuta molto al monaco tibetano che ho riprodotto sopra e nell’altro lato si leggeva : DIALOGO D’ARTE, DIALOGO DI POPOLI, DI CULTURE, DI RELIGIONI.

votigno

votigno-bnero

Le case di questo minuscolo paese abitato da un nucleo famigliare di esuli tibetani servono anche per sede di un bel museo sulla cultura del tibet : libri sacri, oggetti quotidiani , altarini ecc. e molti locali sono al servizio di visitatori del luogo, moltissimi nei giorni festivi, cucine, camere da letto, salotti ; ed è pure presente una cappella dedicata a San Francesco.

Molto gentilmente il monaco bubbista ha assecondato le mie richieste di avere frasi o preghiere della sua “religione” che lui ha scritto con una piccola canna di bambù. Queste bellissime grafiche le ho usate più volte nelle mie incisioni.vedi “UT SIN UNUM

mottotibet

Augurio tipico tibetano che può essere tradotto :

LA FORZA DELLO SPIRITO VINCERA’

preghiera

Possano tutti gli esseri senzienti essere equanimi: dall’attaccamento e dall’odio, dal fare distinzioni tra se stessi e gli altri, dal sentirsi vicini agli uni e distanti dagli altri,

Possano tutti gli esseri senzienti essere Felici e avere le cause della felicità,

Possano essi essere Liberi dal Dolore a dalle sue Cause,

Possano tutti gli esseri non essere separati da rinascite superiori e dalla Felicità libera dalla sofferenza della Liberazione.

mandala

mandala-2

Mandaladipinto da Taschi Tsering Lama con a fianco sua moglie

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Tangka: altra pittura tipica tibetana che può essere trasportata arrotolandola

incisione
incisione-2

Lavori di Giovanni Mambelli provenienti da incisioni poi elaborate

incisionetaschi

Tashi sta spiegando a una visitatrice che le due opere di fronte (incioni su zinco) sono il frutto di un lavoro comune: al centro il monaco tibetano ha disegnato una sorta di “stupa” che con tutti quei colori vuole rappresentare LA PACE mentre ai lati ho inciso un popolo in cammino che va verso la pace.

incisionicondallari

Stefano Dallari,  Presidente della Fondazione Votigno di Canossa ,  accanto a una mia opera

la-vita-e-un-viaggio

Rivedendo questo lavoro l’anno scorso 2008, ho ottenuto una lastra di zinco mm.820 x 335 come sfondo e utilizzato altre tre piccole lastre.

Ho presentato l’opera stampata a più colori nel mese di aprile 2008 alla manifestazione  “l’arte ..un messaggio di pace”  indetta da Comune di Forlì.

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Il Segno del Dolore

Posted by graficaespirito su 30/12/2008

L’articolo  Fisica della mente – ultima frontiera , mi riporta al febbraio 2007, quando è venuto a visitare la mia personale a Pontelagoscuro di Ferrara Claudio Stecca Naturopata, iridologo e nutrizionista di Padova a cui si rivolgono anche persone di mia conoscenza  con esiti molto confortanti per la loro salute.

Mi fece molti complimenti per le mie opere.  In particolare l’incisione sul dolore  lo colpì molto in quanto ci vide l’espressione grafica del suo lavoro. In parole molto semplici il Naturopata Claudio Stecca usa il dolore come terapia (cioè il dolore che lui produce con le sue mani induce nel paziente una sorta di auto guarigione e produce effetti benefici) come  riportato sotto al quadro dove si parla del potere taumaturgico del dolore sia fisicamente che spiritualmente.

Quando gli proposi di tenere una conferenza alla mia prossima mostra che avrei allestito fine luglio nel Comune di Migliarino (FE) accettò subito con piacere.

Nella sua relazione del 20 luglio 2007, rifacendosi a antichissimi scritti  : i Veda indiani e la Kabalà , ci raccontò come aveva sperimentato lui stesso e tutti quelli che si occupavano di una certa branca della naturopatia che certe condizioni mentali esasperate dall’egoismo, dalla gelosia,  dall’attaccamento a cose e persone portano a malattie in parti specifiche del nostro corpo. Era stata già tracciata una mappa in quel tempo così lontano e citata in quei libri “sacri”.  La rimozione di questa condizione mentale riporta l’armonia e la salute. Quindi normalizzato un certo flusso di energia, che considerato così può essere assimilato alla coscienza stessa, si ottiene una pace fisica (salute) e se andiamo oltre prendendo il fenomeno sotto l’aspetto religioso richiama la pace spirituale (grazia).

Anche con questa esperienza  si deduce che il mio piccolo cammino espresso soprattutto in chiave grafica è molto simile e collima con quello che altri uomini , ognuno nel suo settore e con l’esperienza nel suo campo specifico, stanno facendo o hanno già fatto.

il-segno-del-dolorenTitolo dell’opera: “IL SEGNO DEL DOLORE” (il dolore interpretato come mezzo terapeutico).

Incisione su zinco : vernice-molle e acquatinta , mm .400 x 340 anno 2004.

Opera presentata nel 2004 alla seconda edizione del PREMIO ITALO GRANDI indetta da “GRAFICA D’ARTE” sul tema “il segno del dolore”-

Dichiarazione di poetica dell’autore:”…”il segno del dolore è espresso dalle contrazioni delle nervature sia della mano che del legno della croce che ciascuno di noi deve portare….L’energia purificatrice che scaturisce dalla sofferenza spezza la croce: le linee rigide e fredde diventano, con l’aiuto dello Spirito, sinuose e dolci e portano il nostro essere alla luce in Cristo.”

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Fisica molecolare e coscienza

Da Università degli Studi di Torino – Facoltà di Psicologia:

La fisica molecolare si domanda oggi se esistono delle particelle che possano essere considerate i mattoni della Coscienza. Questa domanda ne presuppone ovviamente un’altra : esistono delle particelle subatomiche dotate anch’ esse di coscienza? La domanda non è assurda; ogni individuo umano è costituito da molecole, le quali a loro volta sono costituite da atomi che vengono costruiti con delle particelle elementari. Ebbene, se gli uomini hanno una coscienza, questa non può che scaturire dai suoi costituenti fisici primordiali.

Le domande che i fisici moderni si pongono nascono dai risultati di un esperimento. Se si cerca di far passare una particella-onda attraverso la fessura di uno schermo, questa inevitabilmente la attraverserà sotto forma di corpuscolo. Se le fessure sono due, la particella, nonostante sia ancora orientata verso la prima fessura, passerà attraverso tutti i e due i fori sotto forma di onda. Il fotone o l’elettrone, in altre parole, assumono un atteggiamento intelligente in rapporto alle condizioni poste dallo sperimentatore. Attraverso diversi esperimenti si giunge alla conclusione che la particella non solo conosce se entrambi i fori sono aperti, ma anche se noi la osserviamo e quindi è in grado di adeguare di conseguenza il suo comportamento.

L’interpretazione del mondo quantistico così come viene sostenuto da alcune scuole come quella di Copenaghen, fa pensare che sia l’atto di osservare un sistema che lo forza a divenire reale. Secondo un certo punto di vista, nel momento in cui l’elettrone viene sparato, esso scompare e viene sostituito da una nube di elettroni fantasma. Ogni elettrone fantasma (il fantasma non è altro che un’onda) segue una direzione diversa verso lo schermo. Questa nube fantasma esiste e funziona solo se non viene osservata. Nel momento in cui viene osservata soltanto un elettrone sopravvive, mentre gli altri fantasmi si dissolvono nel nulla. L’elettrone che sopravvive si materializza come un elettrone reale per l’osservatore.

Tutto questo ci conduce ad una deduzione: la nostra coscienza potrebbe interferire con il Campo Unificato in maniera tale da indurlo a creare qualcosa che parte dalla nostra stessa mente… Naturalmente, pur se formulata da eminenti fisici, si tratta solamente di una teoria.

Dice il noto fisico David Bohm: “Se si potrà dimostrare che esistono effettivamente dei legami tra i processi quantistici e quello del pensiero, allora molte cose del pensiero potranno essere spiegate in modo del tutto naturale

Di seguito alcuni estratti della locandina della mostra tenutasi a Migliarino dal 20 luglio al 3 agosto 2007

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Nella foto Claudio Stecca ( a sinistra ) e  Giovanni Mambelli in occasione della presentazione

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