Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

Archive for aprile 2008

Per una città nuova

Posted by graficaespirito su 18/04/2008

Nel 2006, con una versione della mia opera “UT SINT UNUM” e altro, ho partecipato alla collettiva “…per una città nuova…” organizzata dalla Cooperativa e Associazione agriculturale Ordine di Vita di Coriano di Rimini, mostra di cui sono stato l’ispiratore nonchè il curatore.

La locandina invito riporta quanto segue da cui si deduce lo spirito di questa iniziativa:
“L’idea di questa mostra è nata da una canzone popolare di un paese d’Africa: il Benin da dove viene una famiglia amica dell’Associazione, che dice : “preserviamo l’acqua dello Spirito e della terra per costruire un mondo migliore“. E’ una canzone ma potrebbe benissimo essere un programma sia nel senso fisico: l’acqua della terra è un bene da non sciupare, sia nel senso interiore: l’acqua dello Spirito che richiama al senso religioso-esistenziale della vita con tutte le problematiche: la convivenza, la tolleranza, la solidarietà ecc..
A questa proposta che si configura come un “viaggio incontro” hanno aderito una trentina di persone e non sono poche se si pensa che non è la solita collettiva dove si va per gareggiare, per arrivare primi, per vincere un premio, per essere inseriti in un prestigioso catalogo e avere una collocazione logistica nello spazio adibito agli avvenimenti artistici al centro di una grande città.
Qui siamo in campagna sulle prime colline di Rimini, e attraverso le vetrate delle sale della mostra si è a stretto contatto con gli olivi ben allineati a pochi passi da un vigneto e il grano già alto è impaziente di regalarci le sue belle spighe.
Gli autori sono stati motivati da una “serena” volontà di esserci per cui è stato facile collocare le opere.
Alcune sono state chiaramente a tema religioso, altre sono riferite al terzo mondo (Africa), molti hanno rappresentato l’acqua nei suoi molteplici aspetti e naturalmente città, città dove viviamo o dove speriamo di viverci idealizzandole.
E’ bello vedere che la “poposta” nel tempo si è allargata anche nel senso geografico, e sono arrivate adesioni anche da: Piacenza, Ferrara, Ravenna, Bologna tanto per citare alcune provenienze.”

Per esprimere meglio l’universalità della preghiera ho preso a prestito l’idea di Giovanni Vannucci (1913-1984) monaco dell’Ordine dei Servi di Maria, e ho esposto su un pannello di tela grezza cm. 110 x 60 alcune preghiere estrapolate dal suo libro dal titolo: ” IL LIBRO DELLA PREGHIERA UNIVERSALE”

Alcune note di presentazione de “IL LIBRO DELLA PREGHIERA UNIVERSALE” scritte dall’autore in collaborazione con altri monaci , quale introduzione al testo:

 

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Dialogo d’Arte, di Popoli, di Culture, di Religioni

Posted by graficaespirito su 11/04/2008

Nel 2005 il quadro che riproduceva le stesse preghiere dell’incisione, “ut sint unum“, questa volta riportate a olio, tempere e smalti su un pannello di cm. 90 x 67 è stato esposto assieme a opere di altri 9 artisti all’Oratorio di S. Sebastiano di Forì dall’Associazione Italia Tibet locale col patrocinio della Provincia e del Comune di Forlì.

lucidallospiritotitscritta tibetana come invito alla mostra dell’Associazione Italia-Tibet sezione di Forlì tenutasi dal 14 maggio al 14 giugno 2005
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Per l’occasione è stato stampato un bel catalogo che con gli articoli riportati vuole promuovere la causa del Tibet, oggi più che mai alla ribalta, dopo le ultime dure repressioni della Cina su questo pacifico popolo.

I sei artisti forlivesi che per l’occasione hanno accolto l’invito di offrire una loro opera che interpretasse il tema della sacralità sono: Roberto Casadio, Paola Emiliani, Francesco Giuliari, Miria Malandri, Giovanni Mambelli, Angelo Ranzi e le famiglie degli scomparsi Guerriero Cortini, Angelo Fabbri, Glauco Fiorini e Carmen Silvestroni.

Scrive Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia Tibet, nel  catalogo che accompagna la mostra:  “Se è vero che l’arte tibetana, nelle sue variegate espressioni, si erge sublime e unica nel panorama del vasto Centrasia come uno dei fattori che caratterizzano, assieme all’elemento religioso, la peculiarità della cultura tibetana, allora è perfettamente calzante usare l’arte, figurativa in questo caso, per veicolare una sorta d’amore e di solidarietà per questo straordinario quanto sfortunato popolo”.

Vado a citare anche una frase dell’articolo  UN RICHIAMO AL “CENTRO”, ALLA PROFONDITA’ di Giovanni Tassani su questo catalogo che dice:..Quel che so, che avverto come certo, è che “l’altro”, nel nostro caso il Tibet, ci sprona a educarci alla profondità, al distacco, alla saggezza: dimensioni e valori che sono ben presenti, benchè in larga parte sepolti o rimossi, nelle nostre radici, ebraiche e cristiane.

Questa mostra è nata dalla proposta che feci nel 2004 alla Dott.ssa Fiammetta Frattini, responsabile dell’Associazione Italia Tibet sezione di Forlì, di ripetere la bella esperienza fatta nell’aprile 2003, quando col maestro di pittura tibetana : il monaco Tashi Tsering Lama , facemmo una esposizione delle nostre opere nei locali in Votigno di Canossa (provincia di Reggio Emila) dove il Monaco si trova tutt’ora con i suoi famigliari dopo l’esilio dal Tibet.
Il titolo che avevamo dato all’evento era”Dialogo d’Arte, Dialogo di Popoli, di Culture , di Religioni “.
Nella locandina era riportato quanto segue:
“Facendo riferimento al tema di questa esposizione …, Mambelli sostiene che è la spiritualità insita in ognuno di noi, indipendentemente dalla propria tradizione e religione, che ci permette di dialogare e capire gli altri perchè c’è in essa, come un comune denominatore: l’Amore. Da questa energia, che unisce la materia allo spirito, stampata a fuoco nel DNA, scaturisce una coscienza che nel sociale ci porta a rispettare e aiutare gli altri ma che molto spesso non ascoltiamo o rinneghiamo. Questa condizione umana ci dà il senso di un cammino comune e ci fa sentire figli dello stesso Dio.

La scelta del luogo e della persona, non è per nulla casuale e questa mostra vuole essere la continuazione di un filone che Mambelli iniziò con la sua prima personale del 1988.”

La mostra ha avuto un notevole successo sia di pubblico che di critica ed è stata onorata dalla visita il 26 maggio 2005 della sorella minore del Dalai Lama: Jetsun Pema e suo marito.

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Tashi Tsering Lama

Posted by graficaespirito su 11/04/2008

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Ut sint Unum

Posted by graficaespirito su 07/04/2008

Questa raccolta di immagini e scritti vuole essere una breve presentazione della mia opera dal titolo “ut sint unum” nei vari contesti e partecipazioni, allargati alle considerazioni che hanno preceduto e accompagnata l’idea.

Inizio con la spigazione delle preghiere contenute nel lavoro, trascrivendo la lettera spedita alla Diocesi di Forlì-Bertinoro:

Ringraziando per l’invito di partecipazione al concorso per un’opera d’arte a tema religioso, voglio precisare che la mia opera è l’espressione grafica di una ricerca umana che si basa sul dialogo fra tutti i popoli con le loro culture, etiche e religioni onde arrivare al senso di un comune cammino e farci sentire figli dello stesso Dio.

Le frasi e preghiere che ho riportato, provengono dal Vangelo di Giovanni v.17.11 in frammenti in lingua greca e latino, con al sentro le parole “ut sint unum” che auspicano l’unione finale in Cristo, rifacendomi al pensiero di Padre Theilard.

Gli altri scritti sono in tibetano e arabo e mi sono stati dati nell’occasione di incontri che ho avuto sul tema in oggetto, rispettivamente dal Monaco buddista Tashi Tsering Lama e dall’Iman Dott.Toumi  Mustapha che opera a Ravenna.

In lingua tibatana ho riportato più volte un loro augurio abituale che in lingua italiana può essere “la forza dello Spirito vincerà” poi alcune delle loro preghiere e questa è la traduzione:

Possano tutti gli esseri senzienti essere equamini: dall’attaccamento e dall’odio, dal fare distinzione tra se stessi e gli altri, dal sentirsi vicini agli uni e distanti dagli altri. Possano tutti gli esseri senzienti essere felici e avere le cause della felicità. Possano essi essere liberi dal dolore e dalle loro cause. Possano tutti gli esseri non essere separati da rinascite superiori e dalla Felicità libera dalla sofferenza della Liberazione.

Per quanto riguarda la religione musulmana mi è stato consigliato di citare in questo contesto dall’Iman Toumi Mustapha di Ravenna con cui ho parlato, una sura tratta dal Corano ( XLIX ) e questa è la traduzione:

“O uomini vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinchè vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, bene informato.”

Chiedo scusa per questa “dissertazione” ma mi sembrava doveroso puntualizzare la traduzione in questo contesto, per avere io per primo,una verifica di un possibile senso universale di quanto espresso graficamente.

Forlì 7 luglio 2004

Incisione su lastra di zinco mm. 370 x 500 a ceramolle e acquatinta – anno 2004 titolo UT SINT UNUM

Dopo la lettera-accompagnamento che ho spedito per partecipare con quest’opera al concorso a tema religioso indetto dalla “Commissione per il Museo Interreligioso di Bertinoro (Forlì) ” ho ricevuto la risposta a firma di don Paolo Giuliani:

….La medesima Commissione ha giudicato all’unanimità la Sua opera rispondente alle finalità del Concorso e meritevole di partecipare alla Mostra delle opere presentate, che verrà organizzata presso la millenaria Rocca di Bertinoro in occasione della inaugurazione del Museo delle tre religioni monoteiste, in via di allestimento. ….”

 Per diversi mesi nel 2004 son rimasto in mostra con quest’opera con altri 12 lavori selezionati tra più di 200 opere pervenute da molte regioni d’Italia.

Mi ha fatto piacere sopratutto perchè in esso sono inserite anche preghiere buddiste al pari delle altre di appartenenza alle tre religioni monoteiste considerato che il Buddismo non si rivolge a un Dio ma prende in considerazione l’uomo e la natura tutta.

Mi sembra di poter dire che la preghiera sia singola che collettiva ha sempre avuto la funzione di stimolare un raccoglimento in noi stessi onde ottenere o grazie , guarigioni per noi e per altri o la forza per mantenere uno stato mentale positivo, non pervaso da condizioni negative che noi occidentali chiamiamo peccato.

Con questo atteggiamento mentale in ogni epoca e in ogni popolo anche e sopratutto i più primitivi con credenze animistiche si sono verificati moltissimi “miracoli” (la cosa è piuttosto interessante e sarebbe il caso di approfondire razionalmente il fenomeno).

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Lo Spirito nella Materia

Posted by graficaespirito su 01/04/2008

Immagini  e  testi  ripresi dalla locandina di invito alla personale di febbraio 2007 a Pontelagoscuro (FE)
 
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Mi piace considerare che la Divinità pervada tutto, materia compresa.

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Molti, soprattutto nell’emisfero occidentale, credono che lo Spirito sia manifesto solo negli esseri umani (o tuttalpiù negli esseri viventi), unici detentori di un’anima e quindi di Spirito. 

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Non potrebbe essere che il tutto, materiale e non, sia intriso dello Spirito che regola l’universo?

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Il nome più bello che si potrebbe dare è AMORE: una pulsante e perenne sinfonia che tutto abbraccia.

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Ai tempi di una non molto remota civiltà l’uomo aveva individuato nella natura: montagne, rocce, fonti di acqua, vulcani , ecc. la sorgente o sede di Divinità o perlomeno manifestazioni di un Dio

 

 

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 Non potrebbe essere che il tutto materiale e non, sia intriso dello Spirito che regola l’universo? Il nome più bello che si potrebbe dare è AMORE: una pulsante e perenne sinfonia che tutto abbraccia.  Non dimentichiamoci che ai tempi di una non molto remota civiltà l’uomo aveva individuato nella natura: montagne, rocce, fonti di acqua, vulcani, ecc. la sorgente o sede di Divinità o perlomeno manifestazioni di un Dio che spesso veniva già concepito come unico e trino.  A queste religioni “primitive” sono seguite altre forme derivanti sopratutto da rivelazioni profetiche di uomini “illuminati” e mi piace pensare come cristiano e con la mia ragione a un Gesù Cristo (uomo-Dio) come espressione massima di fede e speranza che si è presentato a noi con tutto l’AMORE possibile. Provabilmente il cosmo in tutte le sue molteplici forme esistenti, si realizza e “santifica” nel suo “essere naturale”. Il genere umano, unico ad avere la possibilità della scelta, ha sicuramente enormi difficoltà ad inserirsi in questo Spirito Naturale e quindi a unirsi al TUTTO”.

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 inchiostro e tempera: “essenza vegetale”

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inchiostro e tempera: “lo spirito dell’albero”skmbt_c45108123111211

Mambelli col Prof. Giuliari

Il segno del dolore:  interpretato come mezzo terapeutrico. Incisione su zinco:vernice-molle e acquatinta mm.440×340 segnodeldolorep

Opera presentata alla seconda edizione del PREMIO ITALO GRANDI indetta da “Grafica d’arte” sul tema “il segno del dolore”.
Dichiarazione di poetica dell’autore: “… il segno del dolore è espresso dalle contrazioni delle nervature sia della mano che del legno della croce che ciascuno di noi deve portare… L’energia purificatrice che scaturisce dalla sofferenza spezza la croce: le linee rigide e fredde diventano con l’aiuto dello Spirito sinuose e dolci e portano il nostro essere alla luce in Cristo.”

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Flussi e Riflussi

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