Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

Appunti dall’India

Posted by graficaespirito su 04/08/2017

 In particolare dal Kerala , uno stato dell’India sud occidentale , una striscia di foresta tropicale sul mare, dove arrivarono commercianti di tutto il mondo attratti dalla sua ricchezza.

Da tempi quasi immemorabili si susseguirono Fenici ed Egizi, poi luogo di approdo delle navi del Re Salomone, delle galee dei Greci e dei Romani…poi fu il tempo degli Arabi e Cinesi e più di recente Olandesi, Portoghesi e Inglesi.

Sono andato fine 2016 inizio 2017  con mia moglie Donatella e altre due coppie di cui una con un figlio che con un occhio guardava fuori e con l’altro studiava diritto internazionale e la guida Anna compaesana che vive metà dell’anno in India.

Tutto tranquillo e bello, per prima abbiamo visitato la città di Kochi dove siamo atterrati, poi per  alcuni giorni ci siamo fermati in un resort nelle sterminate distese d’acqua delle Backwaters , abbiamo circumnavigato la foresta nel Perijar e per finire al mare nella spiaggia sacra di Varcala, il tutto condito con alcuni massaggi ayurvedici.

Siamo entrati nei villaggi dei pescatori o più semplicemente a vedere come si svolge la vita nelle case in campagna o entro quelle strette strisce di terra che emergono dalle grandi distese di acqua delle Backwaters.  Una popolazione che pur nella grande modestia della loro vita quotidiana ha una grande attenzione alla pulizia domestica e personale ed è da ammirare la bellezza dei loro abiti specie quella delle donne e dei bambini.

Ripensando alla bella esperienza di viaggio mi torna alla mente l’atteggiamento degli indigeni calmo e paziente  sia nei rapporti personali che nelle code all’aeroporto o alla cassa.  Il traffico specie nelle grandi città è piuttosto intenso e rumoroso, ma suonare il clacson per loro vuole dire “sto arrivando sono qui” non c’è la  prepotenza  che da noi “civili” spesso sta per “fatti più in là che passo io”.

La loro religiosità antica è visibile dai  templi numerosissimi compreso chiese (visto che il Kerala è una nazione convertita al cattolicesimo dagli Olandesi) ma tante sono le moschee e tempi induisti .

Questo fermento spirituale è visibile sopratutto dagli spostamenti di gruppi a piedi , in macchina o in pulmann verso i loro centri di raccolta ashram , samadhi o templi per pregare o incontrare il loro Dio o guru : sono visibili movimenti di persone vestite con lo stesso colore ora  giallo,  nero, blu o bianco.

Meta dei pellegrini in giallo è il Samandhi di Narayana guru , profeta e riformatore sociale che ha drasticamente cambiato il volto della vita sociale del Kerala cerando fra l’altro di rimuovere i pregiudizi di casta.

Poco distante, nel distretto di Kollan. abbiamo incontrato un luogo molto speciale: la congregazione (ashram) di AMMA (mamma) religiosa indiana riconosciuta in tutto il mondo per le istituzioni e servizi umanitari che ha ispirato e sostenuto nell’arco di tre decenni.   Amma viene chiamata la “santa degli abbracci” infatti tutti i giorni , quando è in sede, abbraccia migliaia di persone ininterrottamente per ore e ore per trasmettere un segno forte di amore e fratellanza che poi manifesta concretamente finanziando centri sociali e ospedali..

Gli inservienti, vestiti tutti in bianco,  quando abbiamo visitato il complesso, erano quasi tutti europei  .

Il palazzo a più piani ospita stabilmente 3000 persone e inoltre altre migliaia dall’India e da tutto il mondo vi fanno visita ogni giorno.

 

 

 

 

 

Nelle colline del Perijar Tiger Reserv è situato il tempio  di Sabarimala verso il quale ha luogo due volte all’anno il pellegrinaggio di indù vestiti prevalentemente di nero o blu.  Questo santuario è considerato uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati al mondo . Sono tra i 40 e i 60 milioni di fedeli indù che ogni anno affronta la faticosa camminata per raggiungere il tempio che sorge nel luogo in cui il dio Ayyappan si fermò a meditare.

Guardando più da vicino, con la lente, si possono notare tante etnie con le loro tradizioni e riti come in un immenso caleidoscopio dove il senso del sacro è vissuto o nel tempietto privato, famigliare con le offerte votive al santo-santorum o nella spiaggia sacra di Varcala dove il culto dei morti viene celebrato con migliaia di persone nella sabbia davanti al mare.

Ma rimanendo in queste riflessioni “alla ricerca della spiritualità” il fatto che più mi ha colpito è stato il saluto di una ragazzina.

Ero in un resort nelle backwaters e davanti a me una bambina stava pescando con uno spezzone di canna e un amo diversi pesci e mi sono sentito di farle i complimenti.  La mattina dopo la incontro e mi fa un saluto alla sua maniera (indiana) , cioè congiunge le mani all’altezza delle labbra , inchinando leggermente la testa e mi dice : namastè.   La parola non mi era nuova dal momento che la pronuncio sempre prima e dopo una lezione di  yoga ma andando a cercare l’etimologia  mi ha affascinato la sua antica provenienza dal sanscrito da più di 3000 anni fa e  la sua  traduzione  in italiano  che riporto di seguito:

NAMASTE’

Mi inchino al luogo in te in cui abita l’intero universo.

Mi inchino e onoro il luogo in te dove dimora l’amore, la verità, la luce e la pace.

Quando tu sei in quel luogo in Te ed io sono in quel luogo in me, allora siamo una cosa sola.

Mi è piaciuto molto questa traduzione “poetica” che ho voluto inserirla in una successiva grafica:

Alla luce di queste considerazioni è evidente la differenza della “filosofia di vita” fra noi nel nostro emisfero e gli abitanti dell’India o meglio del Kerala.  Anche se il cambiamento c’è stato, ed è evidente sopratutto nel vestire dei giovani e nella musica che ascoltano, la vita scorre meno caotica e dagli occhi degli indiani traspare la loro anima gentile e legata ancora ai ritmi della terra e alla saggezza del loro spirito.

Mi viene spontaneo pubblicare questo disegno che al momento è poco più di un appunto a cui seguirà  o una incisione calcografica o una serigrafia, che vuole esprimere il desiderio di “scendere ” da questa vita in cui siamo scatolati e teleguidati per poter finalmente raggiungere la terra “promessa”.

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per un TIBET LIBERO

Posted by graficaespirito su 07/03/2016

francobollo-1Free Tibet

tibet 1

La preghiera qui riportata è il mantra di Avalokiteshvara , il mantra più recitato e conosciuto anche dai non buddisti. Può essere recitato per lunghi periodi di tempo, sgranando il mala, il rosario buddista, durante la vita comune o la meditazione.

Om Mani Padme Hum viene recitato per ottenere la liberazione, quindi la pace e la libertà dalle sofferenze, e si dice che sia così potente che anche un animale sentendolo otterrà una rinascita umana e quindi la possibilità di conoscere il dharma e raggiungere l’illuminazione. Il mantra non ha un significato letterale come frase compiuta, bensì hanno significato le sei sillabe che lo compongono.

tibet 2augurandomi che il TIBET possa tornare a essere un paese libero

Dichiarazione del Dalai Lama tratto dal sito: Spiritualità Razionale e Laica del 24/06/2016

dalai-lama

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Allegorie geomantiche

Posted by graficaespirito su 31/12/2015

ALLEGORIE GEOMANTICHE

Inserisco alcune immagini dell’ultima mostra che ho presentato a S.Agostino di Ferrara assieme al mio amico di Cesena Vittorio Presepi nel mese di ottobre 2015

allegorie geomantiche

invito s.agostino

golfarelli     La curatrice della mostra Angelamaria Golfarelli

scultura su carta in foglio di  PresepiDSC09044

presentazione invito

Presentazione della mostra nel salone della biblioteca di S.Agostino e Mambelli mostra l’interno dell’invito dove Presepi (a fianco) ha ideato una delle sue “magie”.

 

Mambelli

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

“La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, un tentativo.  L’accenno di un sentiero” (H. Hesse)

 

Il lavoro artistico di Giovanni Mambelli, al di là del suo aspetto figurativo estremamente curato e minuzioso, presenta una peculiarità che lo innalza ad una proiezione dell’esistere quasi filosofica e metafisica. In esso sono la narrazione e il pensiero che prendono forma, svelando le complesse traiettorie dell’io che l’autore indaga e percorre, e che scaturiscono dalle diverse correnti di pensiero da cui la sua opera da sempre viene contaminata e da cui attinge.

Bellezza e Amore

bellezza e amore

Pensieri che sondano l’animo umano fino a spogliarlo di ogni orpello, che introducono alla dimensione mistica e spirituale, e che vedono la sua tecnica artistica divenire lo strumento privilegiato perchè paesaggi interiori e reali confluiscono in quell’oasi di straordinaria potenza che l’arte dirige verso la perfezione assoluta e la bellezza. Che è messaggio di speranza e positività perchè nella profonda spiritualità di Mambelli tutto ciò che è pensiero è contemplazione.

allegoria della vita

allegoria della vita

Tutto ciò che divide è in realtà ciò che al tempo stesso unisce, e la grandezza altro non è che l’infinitesima dimensione di una piccolissima e umana fragilità capace di rendere ogni individuo parte di un cosmo in cui stratificano e proliferano le differenze/valore e in cui l’io è essenza reale solo se non introitato in distruttive ipotesi globali di omologazione. Dove simboli e riti si ripetono all’infinito perpetuando nei piccoli gesti apparentemente insignificanti, invece, la vera essenza dell’eccezionalità, e dove spazio e tempo, fagocitati dalla più alta esperienza filosofica, si perdono l’uno e l’altro, nel mistero.

albero che da la vita
l'albero che da la vita

Anche per questo la sua arte si fa storica e contraddittoria narrazione  di un percorso di vita che, come ben descriveva anche Escher nei suoi disegni enigmatici di cui Giovanni Mambelli ha subito la fascinazione, non sa esimersi dal considerare l’ultraterreno parte fondante e decisiva di una complessa ed infinita spiritualità che non può prescindere dalle quotidiane esperienze/respiri. In un Finito/infinito dove uomo, natura e cosmo ruotano intorno ad un’entità impalpabile e sottile: l’anima, che tutto avvolge e tutto dirige perchè motore inesauribile d’energia e pensiero.

sguardo al futuro

“un’altro sguardo” di Giovanni Mambelli

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presepi vittorio

 Vittorio Presepi

Alcune opere presenti alla mostra

NOTE di ANGELAMARIA GOLFARELLI

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In un gigantesco alveare dove le api laboriose si affaccendano nelle loro tante attività, un uomo abita una cella con la speranza di essere nutrito. L’umanità ha bisogno anche del più piccolo essere vivente perchè in esso si esplica la sussidiarietà e l’equilibrio dell’intero sistema terra. 

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 particolare dell’uomo nella cella nutrito dall’ape

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DSC09041la solidarietà

In una cosmica Round table (Tavola rotonda) i cavalieri si sorreggono l’un l’altro, cosicchè, per alternanza, colui che è in piedi aiuti ad alzarsi colui che è in ginocchio. Un avvicendarsi infinito di reciprocità.

aiuto reciproco

particolare

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radici della vita

Quando l’Albero aveva brevi radici che di notte sollevava da terra per raggiungere l’altrove…l’Umanità era la sua chioma fatta di fronde, di fiori, di frutti.  E a ogni stagione la vita perpetuava i suoi riti e rinasceva l’erba, per divenire acerba, per divenire poi matura, ed infine… cadere…

 omaggio a minervaomaggio a Minerva

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NEL CUORE DELLA NATURA

Posted by graficaespirito su 12/03/2014

riscopriamo la nostra sacralità

cuore_natura

sala albertini-Forli     dal 12 al 24 aprile 2014

Descrizione della mostra partendo dalla mia presentazione

Sembra che davanti all’affascinante mistero dell’universo, l’uomo abbia trovato fin dall’antichità risposte che suonano simili in ogni angolo della terra.   Quell’universo dinamico, organico, interconnesso, non più rigidamente casuale e deterministico che la nuova fisica ha tratteggiato da qualche decina di anni era già stato intuito e descritto nei secoli scorsi.  Solo recentemente la scienza si è staccata dai principi cartesiani e newtoniani per accogliere teorie che erano ritenute eretiche o assurde.

Non sarebbe più che mai opportuno riconsiderare in modo serio le intuizioni primitive e sensitive della specie umana per tornare in un cammino comune che stiamo perdendo?  Se saremo capaci di recepire questa eredità senza preconcetti e uscire da schemi ormai generalizzati di pragmatica follia, credendo che questa sia la vera via del progresso, allora riusciremo a inserirci in armonia con noi stessi, con le altre creature e con il Tutto.

Una delle ipotesi su ciò che esiste è, per Paul Davies, che il nostro universo sia “propizio alla vita” , sia cioè orientato verso lo sviluppo della vita e della coscienza. Se è così, forse l’universo e la mente potrebbero diventare una cosa sola nel lontano futuro.

Giovanni

piume - sassitempera e matita

presentazione di Andrea Brigliadori

VERSO UNA ARCANA ARMOMIA

Tra le poesie più belle scritte da Allen Ginsberg, nel cuore stesso della Beat Generation, ce n’è una, intitolata Canzone (Song), che si apre così:”Il peso del mondo / è amore: / Sotto il fardello / della solitudine, / sotto il fardello / della insoddisfazione // il peso, /il peso che trasporriamo / è amore”. I versi del grande poeta beat indicano poi nei “tiepidi corpil’intima custodia della felicità che l’amore può attingere. “Il peso è troppo greve”, dice Ginsberg, come se l’amore dovesse sgorgare dalla impura materia che incarna per liberarsi, e liberarci, nella pura energia di una estatica felicità.

Qualcosa di simile, io credo ( o almeno mi è sembrato di intendere ), guida, più o meno segretamente, la ricerca di Giovanni Mambelli. La quale unisce profondamente i termini artistici del suo procedere ( termini di contenuto e non solo di tecnica, di messaggio e non solo di forma ai termini esistenziali del suo vivere. L’arte, insomma, con tutto il suo applicarsi ai bulini, alle morsure, ai piombi, ai colori, cammina sulla stessa strada della vita, con tutto il suo progressivo ( e sempre insoddisfatto, parziale e provvisorio ) raggiungimento di punti di arrivo, di precari traguardi. Nè Giovanni Mambelli vorrebbe dare all’arte sua di incisore altra ragion d’essere, altra giustificazione se non quella di dover dire qualcosa a qualcuno, di comunicare con altri un’espressione artistica che fa tutt’uno con le ragioni stesse della sua vita.

terra sera

incisioni su zinco

 In principio, dunque, era il paesaggio. Erano montagne e alberi contemplati nella loro bellezza immobile, nei loro mutevoli colori. Erano acque e terre, di laguna o di stagno, specchi del silenzio; erano rami e steli, colti nell’essenza della loro fragilità; erano ciottoli di fiume e luminose rive d’aria.

laguna

Era insomma la natura come scenario di meraviglie offerte all’occhio incantato, dell’artista dell’olio, della tempera, della matita, del pastello, dell’incisione.

tempera e matitacontrosole

Dominavano la luce e l’ombra, il controluce e il colore

Finchè una tempera matita del 1989 ( un primissimo piano di ceppi e radici, tali da farli apparire, ad uno sguardo immediato, anche come frammenti rocciosi di monte, su uno sfondo, sembra, di cielo azzurro e di terra innevata ) prende un titolo non più semplicemente descrittivo o narrativo, e nemmeno più soltanto didascalico e nominativo, ma un titolo, piuttosto, che già indica e suggerisce una direzione del pensiero, un possibile orientamento della riflessione, un interrogativo.

ceppaia

tempera e matita

“Dentro la natura” ( è questo il titolo ) sembra essere qualcosa di più che un’occhiata ficcata nel ventre di una ceppaia squarciata e dissepolta. E’ piuttosto un pensiero rivolto a capire e a carpire, un segreto che la natura, il suo semplice esistere, custodisce in sè, il mistero della sua presenza molteplice, della sua origine remota, e sopratutto della sua ragione profonda.

Tentare di andare “dentro la natura” è insomma l’inizio di un cammino che si sa dove comincia, ma non si sa fino a quale lontanissimo punto possa condurre. E’ l’interrogativo fatale di Leopardi: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, / silenziosa luna?”. Il pastore leopardiano non si appaga del semplice vedere e guardare la luna imminente ogni notte sui suoi sentieri.   Vuol sapere il senso, il perchè di quella presenza, sua propria del pastore, e della luna e di tutto l’inarrestabile circuito dell’universo. Domanda destinata a rimanere, in Leopardi, senza risposta.

ginko biloba

Domanda nella quale si inoltra, invece, con ansia crescente, l’animo di Giovanni Mambelli. Come è proprio degli spiriti tormentosamente religiosi, Giovanni Mambelli fa della propria arte – arte figurativa, dell’incisione e del colore – lo strumento espressivo di un interrogativo esistenziale permanente, della ricerca di una verità che stia, come per Montale, oltre la pura rappresentazione del mondo: “. . . perché tutte le immagini portano scritto: / “più in là !”, si legge, appunto, in uno degli Ossi di seppia.albero-vita

Opere come Origini del 2013, Uomo arcaico del 2010, Terra madre del 2013, e, dello stesso anno, L’albero della vita , testimoniano di un graduale abbandono ( o superamento ) del puro e semplice naturalismo dei paesaggi, a vantaggio di immagini composite, nelle quali forme residue e stilizzate di elementi naturali ( rami, radici, alberi, per esempio ) si combinano e coesistono con presenze di altra natura e di altra origine, presenze simboliche ( Buddha ), stilizzate ( Le due lune, 2000; L’albero della vita, 2013 ) immagini di una interpretazione ( non più solo di una rappresentazione ) del mondo, quale Giovanni Mambelli va cercando in tutte le religioni ( ma specialmente in quelle orientali, e più propriamente in quelle tibetane ), indagando i comuni interrogativi e le complementari risposte.

spirito materia

Un’opera del 2007, Lo Spirito nella materia, dove profili di campanili cristiano-occidentali stanno all’orizzonte di un lastricato di strade che muovono, in primo piano, da cippi fregiati dal segno della croce, sembra alludere al cammino dello spirito umano fuori dai vincoli della pura materia, o, meglio, alla scoperta di uno “spirito nella materia” che sembra riscattarla e illuminarla di verità nascoste e perciò stesso più profonde. “L’essenziale – insomma – è invisibile agli occhi”, come dice la Volpe, in un memorabile discorso, al Piccolo Principe.

antica divinità

A questa idea, che mi vien di dire magico-religiosa, sembrano corrispondere opere come Madre Terra del 2007, Antica divinità del 2011, ma anche in una sempre più complessa evoluzione delle ricerca spirituale di Giovanni Mambelli ,

universo-mambelli[1]

Il fiore della vita (2o11), Paradiso (2011), Uomo se non ami…(2010);

s.sofia

mentre incisioni come La superbia (2011), Ut sint unum (2004), Preghiere per la pace (2004), Hagia Sophia (2013) invitano a riflettere sulla risposta offerta dal cristianesimo alla domanda radicale di senso che è propria in universale, sembra, della natura umana.

il segno del dolore

L’esperienza del dolore, prerogativa, questa sì, della condizione terrena dell’uomo, si scioglie, almeno in una certa misura, nell’incontro col Buddismo e con la religiosità tibetana, e soprattutto si distende nell’idea del viaggio

la-vita-e-un-viaggio[1]

 che può trovare il suo senso, e forse il suo approdo finale, in una spiritualità onnicomprensiva, dove tutto, amore e dolore, materia e spirito, storia e mondo, tempo ed eterno, anima e corpo, tutto si fonde nell’arcana armonia universale di una natura madre di vita e di morte, di cadute e di resurrezioni.

ricerca spiritualità

 ai martiri tibetani

 

 

 

 

Siamo vicini, mi pare a quella natura-tempio di cui Baudelaire invitava a cogliere, e a intendere, la sacra profondità del linguaggio. E vicini, anche, a quell’acqua del fiume Isonzo percepita da Giuseppe Ungaretti come “occulte / mani / che m’intridono” , capaci di regalare “la rara / felicità” ( i fiumi ). Lo stesso Ungaretti “uomo di pena” che ha appena confessato a sé stesso, nella stessa poesia: “il mio supplizio / è quando / non mi credo / in armonia”. La medesima confessione, credo, che potrebbe fare a se stesso, e che forse ha già fatto, Giovanni Mambelli.

                                                                                            Andrea Brigliadori

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l’altra vita

Posted by graficaespirito su 13/01/2013

“Inferno, purgatorio e paradiso”

è il tema che l’ALI : Associazione Liberi Incisori, di Bologna,   di cui faccio parte, ci ha proposto per l’annuario 2013,” tema da intendere nel modo più ampio possibile, dal riferimento alle concezioni religiose – non solo cristiane-, alla Divina Commedia, alla dimensione psicologica dell’inferno, purgatorio, paradiso che ciascuno di noi ha vissuto nella propria esperienza personale”.

      PARADISO

Paradiso : “Il Paradiso, ammesso che esista,non può non avere gli occhi della piena consapevolezza”.

Mi piace pensare che nell’esercizio pieno della propria spiritualità: preghiera, meditazione, arte, poesia, musica, danza e sensualità, l’uomo possa espandere la propria personalità anche dopo la morte.    Per rappresentare questo processo ho preso a prestito la figura di un frattale vegetale.

Al centro, nella parte alta, l’immagine uomo-donna vuole raffigurare la più alta espressione della spiritualità.

Credo che ciascuno di noi debba aprirsi culturalmente alle altre religioni o etiche spirituali per constatare, nelle forme più alte, quanti atteggiamenti mentali simili ci uniscono agli altri e in questa mia opera, per rappresentare la piena consapevolezza e la rinascita dopo la morte, mi è venuto spontaneo raffigurare l’occhio di Buddha e l’occhio di Ra.

 IL FIORE DELLA VITA

IL FIORE DELLA VITA

E se morire volesse dire entrare in un’altra dimensione?

La più bella sarebbe quella da cui tutto ha avuto origine.

Il simbolo potrebbe essere “il fiore della vita”.  Questa immagine di un fiore a sei punte legato al concetto della Dea Madre e del suo Figlio Divino è stata rinvenuta in molte parti del mondo e riportata alla luce anche dopo 5000 anni.

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Ricordiamoci della Natura

Posted by graficaespirito su 08/03/2012

 

 

 

particolare incisione “la superbia” Giovanni Mambelli

 particolare incisione “la terra”  Vito Tumiati

Alessandro Baroncini,  Presidente dell’Associazione   Handmedia di Medicina(BO),  che gentilmente ci ha ospitato, ha presentato la mostra alla presenza dell’Assessore alla cultura di Medicina(BO).    Non è la prima volta che espongo le mie opere con quelle di Tumiati in quanto esiste molta sintonia nei temi trattati.   Al  pubblico presente, brevemente, abbiamo messo in evidenza la necessità di   rapportarci con la natura in modo armonico e consapevole perchè diversamente provochiamo gravi danni sia fisici (vedi cambiamenti climatici) sia spirituali (la perdita del senso della comune provenianza con le altre creature porta un vuoto di identità e di comunione anche fra noi uomini).

Il momento più bello e interessante è stato quando sono state lette le poesie di Fabio Carini, presente con i suoi famigliari.

Le poesie sono di una insolità freschezza e profondità rivelando la grandizzina sensibilità che va oltre, come spesso accade in persone con sindrome di dawn.

 

 Lucia Govoni , di "ARTEINESSERE", legge le poesie di Fabio Carini 

  Come noi

Come noi, il cielo, il mare, la terra.

Il cielo infinito come il tempo,

che vola verso il sole,

lontano, dove non si sa,

lontano, oltre le nuvole,

lontano, oltre il sole.

Come noi che facciamo parte della terra,

come il destino di ognuno di noi,

che inizia quando si nasce

e finisce quando si muore;

come la vita, fiori dai mille colori,

come il tempo che si è fermato,

come l’aria, come nulla, come il vento,

che corre nel tempo lontano,

sempre più lontano, nel mare,

oltre le nuvole, vicino a Dio.

Come una carezza fatta dal vento,

come la speranza, come il buio:

stelle che brillano;

che il tempo che si è fermato…

per raccogliere un fiore.

Mistero della vita

Come ali di angelo,

come volo di colomba,

che corre lassù per raggiungere il sole,

per sorridere e tuffarsi nell’infinito,

per cercare il dolore e chiamarlo gioia,

per passare le nuvole,

per toccare il paradiso.

Mistero che ti allacci all’esistenza della vita

e corri nell’immenso,

per giocare con strumenti di vita,

per estenderti come il mare nella gioia infinita,

per oltrepassare le nuvole,

per ricordare il passato

e vedere la primavera della vita,

che si disseta nel calice di un fiore,

che vola su ali di vento

per posarsi dove non si sa.

  

 Nell’ambito dell’incontro sono stati donati molti libri del poeta (è dal 1990 che vengono pubblicate le sue poesie e sono più di una decina i testi: il regno del firmamento – il fiore della vita  –  la luce della pace ….ecc.)

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autorappresentazioni

Posted by graficaespirito su 02/10/2011

Grazie al grande impegno e entusiasmo messo da Marco Fiori e Marzio Dall’Acqua , Presidente e Collaboratore (socio ad Honorem) , che la nostra Associazione (Associazione Liberi Incisori) è presente dall’8 al 30 ottobre al “MAURIZIANO” di Reggio Emilia, curatore Giuseppe Berti.

 

Noi soci incisori presentiamo, in questa rassegna,  lavori che dovrebbero raffigurare la nostra persona e che, a mio parere vanno oltre l’autoritratto per essere, come suggerisce l’invito, uno specchio della nostra mente.

Ci è chiesto, ogni volta che affrontiamo un tema specifico da esprimere su lastra, di allegare all’opera uno scritto per approfondire il nostro pensiero e la motivazione che ci ha portato in quella direzione.

Trovo che le parole pubblicate di accompagno al lavoro danno più solidità e chiarezza all’espressione del nostro pensiero artistico e umano: non è forse questa necessità di dialogare che ci spinge in questa attività?

Vengo a presentarvi la mia partecipazione :

Note sull’opera: … con un altro sguardo – autoritratto     Più che un autoritratto vuole essere una mia abituale riflessione sulla spiritualità.

In primo piano ho rappresentato una sorta di altare paleolitico con varie “coppelle votive” scavate nella roccia, (vedi i vari ritrovamenti anche nelle dolomite) questo per rappresentare il bisogno da sempre dell’uomo di pregare uno Spirito sopranaturale.   Poi, in modo circolare, troviamo sculture e edifici di culto simili nell’architettura anche se lontanissimi nel tempo e nello spazio: (templi a gradoni dei Maya e edifici sacri di Angkor Wat in Cambogia) . L’altare azteco, dove venivano fatti molteplici sacrifici umani con sopra un calumet della pace degli antichi indiani d’America, rappresenta in metafora le contraddizioni che spesso troviamo nelle religioni.

A volte anche le scritture “sacre” si prestano a delle interpretazioni che invitano alla violenza e le conseguenze le vediamo continuamente (per non parlare del passato).

Credo che la speranza possibile per un futuro di pace risieda in quella “scintilla Divina” che illumina la nostra mente e che ci permette di vedere al di sopra delle strutture attuali anche religiose, sempre che non ne siamo troppo succubi, per poterci liberamente sintonizzare con i valori della nostra spiritualità.

Note sull’opera: Uomo arcaico – autoritratto

Un uomo che, come tanti altri, si chiede chi eravamo e a chi si rivolgeva in nostro spirito per attingere la volontà e la forza per costruire stupendi edifici, esibendo una creatività che non ha nulla da invidiare con quella dell’uomo moderno.

Questo “uomo arcaico”, con cui mi identifico, vuole essere una riflessione sugli spiriti che assistevano e intimorivano la nostra esistenza nei secoli passati.

La Natura tutta (terra e cielo) era adorata in diverse personificazioni e ad essa erano rivolte le nostre preghiere a differenza dei giorni nostri dove è spesso bistrattata e usata per scopi utilitaristici senza pensare alle conseguenze.

Sentivamo in questo legame stretto col Tutto una comune fratellanza anche con le creature più piccole apparentemente infide e insignificanti.

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Considerazioni sulla “intelligenza” della natura

Posted by graficaespirito su 08/05/2011

Presso la ” COOPERATIVA AGRICULTURALE ORDINE DI VITA”  in Via Montone 19- Monte Tauro, sulle prime colline di  Rimini, il prof.Giorgio CELLI terrà una conferenza su un tema quanto mai interessante e farà sicuramente riferimento alle sue molteplici ricerche su vari campi: api, mondo vegetale e animale.  Ci tengo a rendere noto questo incontro in quanto socio da vecchia data di questa Cooperativa nonchè promotore di questo incontro.

Per l’occasione ho preparato un volantino con lo sfondo di una ultimissima incisione su zinco dove la nostra natura ha come base una figura geometrica che fa riferimento alla serie di numeri di Leonardo da Pisa detto Fibonacci . Leggo su internet:”…i numeri di Fibonacci descrivono anche il modo in cui crescono le foglie, i fiori e i rami delle piante…”

Poi partendo dall’acqua e dal fuoco ho raffigurato il DNA della vita un pò a fumetto. Sopra alla struttura elementare della nostra vita è rappresentata un altro DNA ricavato dai disegni misteriosi dei “cerchi del grano”. Con questo riferimento esoterico mi pongo una domanda: la nosta natura riuscirà fare un’altro salto nell’evoluzione e portarci a livello organico e intelletuale molto superiore a quello attuale offrendoci delle possibilità inimmaginabili?

Chiederemo  al Prof. Giorgio Celli se è lecita questa domanda e quale ipotetica risposta può avere.   

 

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Associazione Liberi Incisori

Posted by graficaespirito su 21/04/2011

Prendo l’occasione di questa  pubblicazione su L’occhio nel segno supplemento al n.85 di “Grafica d’arte”,per presentare alcune eventi organizzati dall’Associazione Liberi Incisori di cui faccio parte . Per quanto riguarda la mostra del settembre 2010 che aveva  per tema il restauro della cupola del santuario di S.Maria della Vita di Bologna che si è tenuta nell’attiguo Museo della Sanità e dell’Assistenza ritengo che sia stata emozionante sia per l’ambiantazione che per le opere presentate dai soci.

 L’incisione che ho presentato con quello strano accostamento della cupola della chiesa di Bologna con quei tre monaci tibetani intenti a restaurare un loro tempio  vuole rappresentare la speranza di un ritorno alle origini di una fede degna dei suoi valori spirituali.

Buona Pasqua 2011.

 

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allegorie

Posted by graficaespirito su 27/03/2010

Allegorie

“viaggio iconografico nella spiritualità”

 

personale alla galleria d’Arte ATREBATES di DOZZA (Imola)

dal 17  APRILE al 2 MAGGIO 2010

 

incisione su zinzo mm.480×385 ceramolle-acquatinta

                                                          

“allegoria”   matita e inchiostro

Giovanni Tassani a una mia personale del 1995 alla galleria “La Bottega” a Ravenna con la Prof. Carmen Silvestroni

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