Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

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angeli

Pubblicato da graficaespirito su 09/02/2009

Incisione su zinco: “angeli” mm.680 x 260 anno 2008, ceramolle/acquatinta

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Incisione su zinco: “arcangeli” mm.680 x 270 anno 2007 – ceramolle/acquatinta

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gli Angeli della V classe

E’ la definizione che mi viene alla mente pensando alla esperienza avuta con  una classe di quinta elementare che mi accingo a raccontarvi.  I bambini hanno sempre portato a pensare agli angeli, creature poetiche, fantastiche presenti da millenni nell’inconscio di noi umani che non mi dispiacerebbe un giorno verificarne la loro presenza.

Perchè no, entità soprannaturali che spaziano nell’universo e ci osservano misericordiosi.

Il ricordo della bella esperienza avuta a fine settembre del 2006 comincia quando due brave insegnanti della scuola primaria di S.Agostino (FE), Daniela Sandrelli e Alessandra Alberti mi hanno fatto avere un calendario, che pur nella sua semplicità, ha delle caratteristiche molto interessanti.

copertina-calendario

La facciata è stata colorata dai ragazzi, il mio frontespizio da Francesco e dentro, mese per mese, sono messe in evidenza le ricorrenze più importanti, non solo quelle italiane; ma anche quelle islamiche, ebree. buddiste e del Baha’i.

mese-calendario Tenuto conto che la composizione degli alunni, è come ormai in tutte le scuole italiane costituita da oltre un terzo di extracomunitari, questo dare valore e uguaglianza anche alle loro tradizioni e religioni facilita l’inserimento e l’accoglienza.

mese-deil-calendario

Per far capire come sono entrato in contatto con loro direi di cominciare con la lettura delle considerazioni di fine anno dell’insegnante Daniela Sandrelli.

Considerazioni finali

…..Il caso e la fortuna ci sono stati propizi , perché ai nostri sforzi di educatrici si sono aggiunti i contributi di persone fantastiche, quali Giovanni Mambelli.

L’incontro con questo artista ricco di umanità è avvenuto per caso, visitando con gli alunni una mostra realizzata da Artisti incisori, presso la Biblioteca di Sant’Agostino.

Un’opera dell’Artista ha subito catturato l’attenzione degli alunni: UT SINT UNUM.

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In essa hanno colto immediatamente la sintesi di tutto il lavoro svolto insieme, una spiritualità che può apparire diversa da uomo a uomo, da religione a religione, ma che unisce tutti in un unico significato: AMORE, nel senso più vasto e completo della parola.

“AMORE UNIVERSALE” hanno detto i bambini, ed ancora una volta l’arte ha svolto uno dei suoi compiti principali: tradurre un messaggio in linguaggio espressivo, comprensibile per tutti e in modo immediato.

L’Artista è stato informato dalla responsabile della biblioteca del grande interesse suscitato dalla sua opera ed ha accettato di incontrarci.

E’ nata così una bellissima amicizia arricchita da scambi di esperienze di lavoro e di vita.

Noi insegnanti ci siamo rese pienamente conto che mentre insegni impari, che i bambini sono parte viva e genuina di quel amore universale che hanno scoperto.

Non bisogna avere paura di investire sulla loro educazione, bisogna continuare a coltivare la curiosità verso l’altro, a far emergere la spiritualità di ciascuno e non arrendersi di fronte ad insuccessi e delusioni .

Una lingua diversa, tradizioni e costumi alzano barriere di pregiudizi e di incomprensioni per molti ancora insormontabili, per noi non più.

 

Ringrazio per le belle parole e devo dire che a ringraziare queste due splendide insegnanti saranno senz’altro anche i genitori di quei ragazzi.

Quel pomeriggio nell’ ottobre 2006, a seguito dell’invito, ho parlato nella sala della biblioteca comunale di Sant’Agostino (FE) con bambini allegri sì, ma tranquilli ed educati, alzavano la mano prima di fare domande o osservazioni in modo pacato e a turno.

Al contrario noi “grandi” nelle riunioni, e di questo purtroppo ne sono spesso testimone, interrompiamo il discorso che altri stanno facendo, usiamo toni e parole sconnesse e non seguimo in silenzio il relatore. Anche dopo, quando siamo usciti per le foto, tutto è andato altrettanto correttamente.

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Sicuramente sono stati educati molto bene ma spontameamente hanno detto cose molto belle e profonde.

Per far capire meglio il senso ecumenico del quadro in oggetto avevo portato con me anche un’altra incisione che avevo esposto alla Associazione agriculturale Ordine di Vita nel Comune di Coriano (Rimini) . Avevo spiegato loro che intendevo rappresentare l’occidente e l’oriente con al centro parole di pace tratte dai vangeli in greco e latino.

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incisione su piombo mm.1000×300

Alcuni di loro mi hanno suggerito che più che le parole era meglio rappresentare una musica,  come una melodia,  che inneggiasse alla pace.

Ho trovato molto bello il loro consiglio così ho rifatto lo sfondo ; questo ho potuto farlo in quanto la matrice è di piombo e ho inciso nel cielo queste parole:

“se ascoltassimo tutti con più attenzione la meravigliosa sinfonia nel nostro cuore, ci sarebbe una grande armonia e pace nel mondo”

Ho poi spedito una copia del lavoro, ringraziandoli

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incisione su piombo mm.1000×300 presentata nel 2007 a “l’Arte un messaggio di pace” a Forlì

Alla domanda di un ragazzo che mi chiedeva cosa pensavo quando facevo quel lavoro (UT SINT UNUM) ho risposto che per me era stato come pregare un pò come fa un tibetano quando pittura un mandala o una tangka. Abbiamo allora parlato del buddismo e ho avuto modo di notare che sapevano parecchie cose sul tema (brave insegnanti!) Così son passato a parlare della mostra tenuta a Votigno di Canossa (RE) con il Lama Taschi Tsering.

Sicuramente hanno capito più loro il messaggio di quelle incisioni di tanti altri “grandi” e devo averglielo detto perchè nei loro temi che mi hanno mandato per Natale c’era scritto. I ragazzi di origine araba hanno letto con molto piacere una loro preghiera inserita fra le altre.

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Questa sopra è un’altra frase che ho detto parlando con loro e che quasi tutti l’hanno riportata nei loro temi. Secondo me è molto importante far capire il senso dell’amore, della fratellanza il piacere dell’amicizia attraverso le loro esperienze personali come fanno queste brave insegnanti, mai imporlo. Troppo spesso le religioni hanno “comandato” l’amore in virtù di un dio che dall’alto non ti perde mai di vista,  implacabile se non osservi le sue leggi quando, parlando di spiritualità e perchè no anche in senso materiale , la cosa più evidente che ci unisce a Dio potrebbe essere proprio questo meraviglioso impulso per il quale la vita nasce, si sviluppa e cresce: l’AMORE della cui presenza possiamo continuamente fare esperianza sia che lo riceviamo sia quando lo diamo. E’ nella mancanza di Amore per noi stessi, verso gli altri e nei confronti della natura che non avremo speranza di un qualunque futuro.da-un-tema

Altre frasi dei temi “sull’incontro” dei ragazzi che mi hanno spedito in occasione del Natale 2006 assieme alla “letterina di Natale” , sì proprio quella che noi, quando eravamo piccoli (più di mezzo secolo fa) mettevamo sotto al piatto del babbo con scritte le buone intenzione :

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Ringrazio moltissimo questa bellissima classe con le loro splendide insegnanti per le emozione che mi hanno dato e la “favola” che mi hanno fatto vivere e dedico questa incisioni a loro, ai ragazzi, con la speranza che possano diventare tutti delle splendide persone.

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Giornata della Memoria

Pubblicato da graficaespirito su 03/02/2009

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Il contenuto di questo articolo è stato riportato nella pagina

“non dimentichiamo”

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incontro con Taschi Tsering Lama

Pubblicato da graficaespirito su 12/01/2009

Nell’ottobre del 2001 ho spedito una lettera alla “CASA DEL TIBET” di Votigno di Canossa (RE) per chiedere un incontro col Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama dove esponevo le ragioni di questa richiesta: “Nella primavera di questo anno ho visitato una esposizione di foto e oggetti riguardanti ilTibet titolata “Tibet perduto” a Palazzo Albertini di Forlì. Confesso che ero molto sprovveduto riguardo la conoscenza della storia, cultura e filosofia del Tibet e sono rimasto affascinato da quello che ho letto e visto dietro a quelle foto, a quei mandala e allo sventolare di quelle preghiere colorate. Considerato che sono in un momento di particolare ricerca interiore, soprattutto di carattere esistenziale, questo impatto mi ha fortemente arricchito e ha stimolato la mia attività artistica, attività che svolgo a livello amatoriale da diversi anni soprattutto nel campo grafico con incisioni su zinco……..Gradirei molto avere la possibilità di incontrare il Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama per vedere i sui lavori ed avere un aiuto per meglio entrare in quel meraviglioso mondo.”

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Dall’anno successivo 2002 ho avuto numerosi incontri con Tashi Tsering Lama .

Come si arriva a Votigno di Canossa venendo da Reggio Emilia (Pecorile) ti colpisce subito il piazzale del parcheggio con al centro lo stupa (monumento funebre tibetano ) dedicato per la prima volta a uno straniero e precisamente a un mio concittadino

Nel mese di ottobre del 2002 parlando anche col Presidente della Fondazione Votigno di Canossa Stefano Dallari abbiamo deciso, Taschi ed io, di esporre le nostre opere in una sala attrezzata per queste manifestazioni entro questo bellissimo “villaggio matildico” Votigno di Canossa nel periodo pasquale del 2003 .

locandina-votigno

La vita è un viaggio che dura tutto il tempo della vita,

finito il tempo ci sarà un’altra vita

La locandina al centro avrebbe riportato una immagine con una frase che era piaciuta molto al monaco tibetano che ho riprodotto sopra e nell’altro lato si leggeva : DIALOGO D’ARTE, DIALOGO DI POPOLI, DI CULTURE, DI RELIGIONI.

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Le case di questo minuscolo paese abitato da un nucleo famigliare di esuli tibetani servono anche per sede di un bel museo sulla cultura del tibet : libri sacri, oggetti quotidiani , altarini ecc. e molti locali sono al servizio di visitatori del luogo, moltissimi nei giorni festivi, cucine, camere da letto, salotti ; ed è pure presente una cappella dedicata a San Francesco.

Molto gentilmente il monaco bubbista ha assecondato le mie richieste di avere frasi o preghiere della sua “religione” che lui ha scritto con una piccola canna di bambù. Queste bellissime grafiche le ho usate più volte nelle mie incisioni.vedi “UT SIN UNUM

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Augurio tipico tibetano che può essere tradotto :

LA FORZA DELLO SPIRITO VINCERA’

preghiera

Possano tutti gli esseri senzienti essere equanimi: dall’attaccamento e dall’odio, dal fare distinzioni tra se stessi e gli altri, dal sentirsi vicini agli uni e distanti dagli altri,

Possano tutti gli esseri senzienti essere Felici e avere le cause della felicità,

Possano essi essere Liberi dal Dolore a dalle sue Cause,

Possano tutti gli esseri non essere separati da rinascite superiori e dalla Felicità libera dalla sofferenza della Liberazione.

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Mandala dipinto da Taschi Tsering Lama con a fianco sua moglie

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Tangka: altra pittura tipica tibetana che può essere trasportata arrotolandola

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Lavori di Giovanni Mambelli provenienti da incisioni poi elaborate

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Tashi sta spiegando a una visitatrice che le due opere di fronte (incioni su zinco) sono il frutto di un lavoro comune: al centro il monaco tibetano ha disegnato una sorta di “stupa” che con tutti quei colori vuole rappresentare LA PACE mentre ai lati ho inciso un popolo in cammino che va verso la pace.

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Stefano Dallari,  Presidente della Fondazione Votigno di Canossa ,  accanto a una mia opera

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Rivedendo questo lavoro l’anno scorso 2008, ho ottenuto una lastra di zinco mm.820 x 335 come sfondo e utilizzato altre tre piccole lastre.

Ho presentato l’opera stampata a più colori nel mese di aprile 2008 alla manifestazione  “l’arte ..un messaggio di pace”  indetta da Comune di Forlì.

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Mostra di pittura e grafica “L’Universo”

Pubblicato da graficaespirito su 19/05/2008

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Uomo, se non ami la natura come te stesso, non potrai far parte dell’Universo

(di Giovanni Mambelli)

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Considerazioni e riassunto su “Solstizio d’Estate”

Pubblicato da graficaespirito su 19/05/2008

Brevi considerazioni e riassunto sullo svolgimento delle manifestazioni del “Solstizio d’Estate” dal 21 giugno al 12 Luglio 2008

Siamo immersi in questo Universo che, oltretutto, stando alle ultime scoperte astronomiche, si teorizza che ci siano collegamenti, “zone di passaggio” verso altri Universi.

Presi da tanti problemi contingenti in questa nostra vita caotica, noi comuni mortali del XXI secolo, non volgiamo mai, o quasi mai, uno sguardo o un pensiero all’immenso Complesso che ci ospita, se non quando ci sono eventi che ci fanno alzare gli occhi, come per esempio nel caso del passaggio delle comete o dello spettacolo dell’eclissi, o durante il giorno del solstizio che, talvolta, ci fa riflettere per lo meno sul tempo che passa e le stagioni che si susseguono.

Così abbiamo approfittato di questo fenomeno naturale per cominciare a vedere che cosa succede in questa fase particolare del sole rispetto alla terra e ci siamo allargati, grazie all’aiuto dell’astrofisico Oriano Spazzoli Farneti, all’osservazione del cielo notturno di inizio estate, e con l’aiuto di un telescopio abbiamo visto l’anello di Saturno, i satelliti di Giove (almeno 4), la Via Lattea e la Luna come se stessimo consultando un atlante astronomico.

Collegato a questo evento di esplorazione del cielo, in serata abbiamo inaugurato una mostra di pittura e di grafica dove tre artisti hanno espresso la loro personale visione dell’Universo da tre punti diversi di osservazione:

Oriana Spazzoli Farneti ci ha dato un saggio sulle stupende immagini e sensazioni che ci offrirà lo spazio quando in un prossimo futuro (speriamo) vi ci potremo addentrare,

Giovanni Mambelli ci ha portato a fare considerazioni di questo tipo: tutto questo è una manifestazione di Dio, che è presente nel tutto visibile e invisibile come lo è dentro di noi. Anche i primi esseri umani lo avevano individuato e adorato nell’acqua, nel fuoco, nella terra; i pagani lo avevano poi identificato nelle varie divinità e i Celti lo avevano raffigurato uno e trino.

Vito Tumiati, artista ferrarese, si è ispirato ai miti e alle costellazioni “identificando nel recupero del “mito” i tentativi da parte dell’uomo-artista di prendere le distanze da una realtà che per qualche attimo pare dissolversi alla luce di quella “storia” che gli antichi vivevano con l’intensità di una preghiera.”

Chi ci ha presentato questa “storia” delle divinità antiche è stato Francesco Tuccia, dilettante ma appassionato studioso della cultura e della religiosità pagana che, nella giornata di sabato 28 giugno, ha presentato una relazione sul Solstizio d’Estate, sui miti e sui riti antichi. La maggior parte di noi pensa che la parola “pagano” voglia dire (come afferma il dizionario) “chi ignora i principi religiosi del cristianesimo, o vi si oppone o lo perseguita” , ma in realtà non è così: “paganesimo”, infatti, “è l’insieme delle religioni, nel nostro caso, della civiltà del mondo antico greco-romano, che ha preceduto la religione cristiana”( anche questa definizione è riportata nel dizionario).

Ma per non essere troppo pesanti e pedagogici, e sempre rimanendo a tema, ci ha pensato Cristina di Bologna con il suo gruppo di balli celtici a farci digerire meglio la cena rustica (rustica sì, ma decisamente consistente e varia) e a darci una sferzata di energia e di ritmo insegnandoci a ballare all’ “irlandese”, danza che praticano i discendenti dei celti.

Il curatore dell’evento: Giovanni Mambelli

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Manifestazione del “Solstizio d’Estate”

Pubblicato da graficaespirito su 19/05/2008

Comunione di intenti di coloro che hanno contribuito alla realizzazione

Ognuno di noi ci ha messo del suo, nella maniera in cui sa esprimersi al meglio, con più libertà e più conoscenza, coi mezzi che più sono idonei alla nostra personalità e che sappiamo gestire con passione.

E’ bello vedere che ambiti così apparentemente lontani come l’astrofisica, la storia, l’arte e le tradizioni si possano amalgamare e completare componendo così un quadro complesso ma omogeneo dove nella sincerità e nella passione che ognuno ci mette si delinea una traccia che esula dalle verità scontate che molto spesso rappresentano, in realtà, falsi pregiudizi e che va verso un’autentica ricerca del Vero.

Questo, secondo noi, è quel tipo di cultura che non consiste in una conoscenza più accurata di una specifica materia, ma vuole portare a una visione più allargata, ad un’apertura mentale su tanti elementi collegati fra loro, e soprattutto godere della bellezza di scoprire strade ed elementi nuovi partecipando e facendo partecipare.

L’astrofisico Oriano Spazzoli Farneti

Gli artisti Oriana Spazzoli Farneti - Giovanni MambelliVito Tumiati

Esperto in paganesimo Francesco Tuccia

francescotucciavitotumiatiDott. Francesco Tuccia con a fianco l’artista di Ferrara che ha partecipato con le sue opere alla mostra Vito Tumiati

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Note di Francesco TUCCIA esperto in “paganesimo”

Pubblicato da graficaespirito su 19/05/2008

francescotucciaInnanzitutto vorrei ringraziare il mio amico Giovanni Mambelli per avermi coinvolto in un progetto che ritengo interessante, nonché importante. Interessante, perché presenta tematiche stimolanti di cui raramente si sente parlare, e importante, perché coinvolge personaggi che fanno parte di culture e situazioni distanti, in un periodo storico in cui vige sovrana l’idea dello scontro fra culture.

Fatta questa premessa, vorrei dire brevemente quattro parole sulla relazione che ho scritto espressamente per questa iniziativa.

Giovanni mi aveva chiesto di introdurre la cultura celtica e di parlare della festività del Solstizio d’Estate, io, in maniera forse un po’ troppa “libera” ho deciso di percorrere altri territorii, instradando l’intera mia conversazione su ben altri binari.

Ho cominciato la mia semplice relazione con un discorso sul Paganesimo in generale e per introdurre un tema che sconcerta non poco le persone che vengono a conoscenza di questi argomenti per la prima volta: si può essere cittadini del XXI secolo e Pagani e politeisti allo stesso tempo?

Successivamente, prendendo le mosse da un testo importante del professor Wickham, “Storia del Teatro”, ho dimostrato che le festività religiose cristiane – oltre a essere tante altre cose – sono anche un calco di precedenti festività religiose pagane.

Poi ho parlato del mese di Giugno e di alcune festività che avvengono oggi nel nostro paese in questo mese, citando ampi stralci del libro “Lunario” di Alfredo Cattabiani, ho dimostrato non solo che tante feste e tante processioni religiose che avvengono oggi hanno giusto sostituito la Divinità antica di turno, ma che in alcuni casi elementi della paganità antica sono stati recuperati ed inseriti nelle varie liturgie cristiane di oggi.

Poi ho parlato, finalmente, del Solstizio d’Estate, dando alcune notizie di carattere scientifico e di carattere mitologico con un paio di escursioni significative nel mondo Greco e in quello Romano, finché – utilizzando le analisi del filosofo Salvatore Natoli – sono giunto a parlare di alcuni concetti importanti per il pensiero pagano, come quelli di “panteismo”, “ciclicità della visione temporale”, “etica del finito”, in una contrapposizione dialettica con la visione cristiana (“linearità della visione temporale” ed “etica dell’infinito”).

Finalmente ho parlato della “Ruota dell’anno” con i suoi Sabba, i suoi Solstizi ed i suoi Equinozi ed ho fatto un breve excursus sulla Wicca, una religione pagana della spiritualità moderna, quindi il senso delle feste, delle celebrazioni, de’ simboli, ecc. e per queste notizie ho utilizzato i testi di Phyllis Curott e di Marian Green.

Prima di terminare la mia conversazione non ho potuto fare a meno di fare un veloce salto in quella che considero la mia “casa”, con l’aiuto degli studi del professore Uberto Pestalozza ho parlato un po’ della spiritualità mediterranea, della divinità della Potnia Theron, la Dea Mater e del concetto di morte e resurrezione.

Infine, con la scusa di commentare una breve filastrocchetta che scrissi in onore della Dea Demeter, utilizzando gli studi del professor Nuccio d’Anna ho dato una discreta infarinatura di tipo storico e culturale sul mito del grano per eccellenza, e utilizzando gli studi del professor Stefano Arcella ho dato delle indicazioni di tipo esoterico a questo mito.

In conclusione mi rendo conto di aver messo un sacco di verdura sul fuoco e di avere annoiato mortalmente i/le presenti – che, tuttavia, si sono mostrati/e molto corretti/e, donando un silenzio assolutamente non previsto da parte mia – ma il desiderio di proporre una visione inedita su tutta una serie di questioni e la rara opportunità offertami da Giovanni mi hanno portato a presentarmi in questa maniera.

Salutandovi,

Francy

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Lo Spirito nella Materia

Pubblicato da graficaespirito su 01/04/2008

Immagini  e  testi  ripresi dalla locandina di invito alla personale di febbraio 2007 a Pontelagoscuro (FE)
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Mi piace considerare che la Divinità pervada tutto, materia compresa.

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Molti, soprattutto nell’emisfero occidentale, credono che lo Spirito sia manifesto solo negli esseri umani (o tuttalpiù negli esseri viventi), unici detentori di un’anima e quindi di Spirito.

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Non potrebbe essere che il tutto, materiale e non, sia intriso dello Spirito che regola l’universo?

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Il nome più bello che si potrebbe dare è AMORE: una pulsante e perenne sinfonia che tutto abbraccia.

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Ai tempi di una non molto remota civiltà l’uomo aveva individuato nella natura: montagne, rocce, fonti di acqua, vulcani , ecc. la sorgente o sede di Divinità o perlomeno manifestazioni di un Dio

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Giovanni Mambelli e il Prof. Francesco Giuliari alla presentazione della mostra “LO SPIRITO DELLA MATERIA”  a Pontelagoscuro (FE)

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Nello scritto a sinistra del quadro si legge: Lo spirito nella materia. Mi piace considerare la Divinità che pervade tutto, materia compresa. Molti, sopratutto nell’emisfero occidentale, credono che lo Spirito sia manifesto solo negli esseri umani (o tuttalpiù negli esseri viventi), unici detentori di un’anima e quindi di Spirito. Non potrebbe essere che il tutto materiale e non, sia intriso dello Spirito che regola l’universo? Il nome più bello che si potrebbe dare è AMORE: una pulsante e perenne sinfonia che tutto abbraccia.  Non dimentichiamoci che ai tempi di una non molto remota civiltà l’uomo aveva individuato nella natura: montagne, rocce, fonti di acqua, vulcani, ecc. la sorgente o sede di Divinità o perlomeno manifestazioni di un Dio che spesso veniva già concepito come unico e trino.  A queste religioni “primitive” sono seguite altre forme derivanti sopratutto da rivelazioni profetiche di uomini “illuminati” e mi piace pensare come cristiano e con la mia ragione a un Gesù Cristo (uomo-Dio) come espressione massima di fede e speranza che si è presentato a noi con tutto l’AMORE possibile. Provabilmente il cosmo in tutte le sue molteplici forme esistenti, si realizza e “santifica” nel suo “essere naturale”. Il genere umano, unico ad avere la possibilità della scelta, ha sicuramente enormi difficoltà ad inserirsi in questo Spirito Naturale e quindi a unirsi al TUTTO”.

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 inchiostro e tempera: “essenza vegetale”

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inchiostro e tempera: “lo spirito dell’albero”

Il segno del dolore – Il dolore interpretato come mezzo terapeutrico. Incisione su zinco:vernice-molle e acquatinta mm.440×340 segnodeldolorep

Opera presentata alla seconda edizione del PREMIO ITALO GRANDI indetta da “Grafica d’arte” sul tema “il segno del dolore”.
Dichiarazione di poetica dell’autore: “… il segno del dolore è espresso dalle contrazioni delle nervature sia della mano che del legno della croce che ciascuno di noi deve portare… L’energia purificatrice che scaturisce dalla sofferenza spezza la croce: le linee rigide e fredde diventano con l’aiuto dello Spirito sinuose e dolci e portano il nostro essere alla luce in Cristo.”

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Flussi e Riflussi

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