Grafica e Spiritualità

Grafica alla ricerca della Spiritualità

Archivio per la categoria ‘Spirito’

Ricordiamoci della Natura

Pubblicato da graficaespirito su 08/03/2012

 

 

 

particolare incisione “la superbia” Giovanni Mambelli

 particolare incisione “la terra”  Vito Tumiati

Alessandro Baroncini,  Presidente dell’Associazione   Handmedia di Medicina(BO),  che gentilmente ci ha ospitato, ha presentato la mostra alla presenza dell’Assessore alla cultura di Medicina(BO).    Non è la prima volta che espongo le mie opere con quelle di Tumiati in quanto esiste molta sintonia nei temi trattati.   Al  pubblico presente, brevemente, abbiamo messo in evidenza la necessità di   rapportarci con la natura in modo armonico e consapevole perchè diversamente provochiamo gravi danni sia fisici (vedi cambiamenti climatici) sia spirituali (la perdita del senso della comune provenianza con le altre creature porta un vuoto di identità e di comunione anche fra noi uomini).

Il momento più bello e interessante è stato quando sono state lette le poesie di Fabio Carini, presente con i suoi famigliari.

Le poesie sono di una insolità freschezza e profondità rivelando la grandizzina sensibilità che va oltre, come spesso accade in persone con sindrome di dawn.

 

 Lucia Govoni , di "ARTEINESSERE", legge le poesie di Fabio Carini 

  Come noi

Come noi, il cielo, il mare, la terra.

Il cielo infinito come il tempo,

che vola verso il sole,

lontano, dove non si sa,

lontano, oltre le nuvole,

lontano, oltre il sole.

Come noi che facciamo parte della terra,

come il destino di ognuno di noi,

che inizia quando si nasce

e finisce quando si muore;

come la vita, fiori dai mille colori,

come il tempo che si è fermato,

come l’aria, come nulla, come il vento,

che corre nel tempo lontano,

sempre più lontano, nel mare,

oltre le nuvole, vicino a Dio.

Come una carezza fatta dal vento,

come la speranza, come il buio:

stelle che brillano;

che il tempo che si è fermato…

per raccogliere un fiore.

Mistero della vita

Come ali di angelo,

come volo di colomba,

che corre lassù per raggiungere il sole,

per sorridere e tuffarsi nell’infinito,

per cercare il dolore e chiamarlo gioia,

per passare le nuvole,

per toccare il paradiso.

Mistero che ti allacci all’esistenza della vita

e corri nell’immenso,

per giocare con strumenti di vita,

per estenderti come il mare nella gioia infinita,

per oltrepassare le nuvole,

per ricordare il passato

e vedere la primavera della vita,

che si disseta nel calice di un fiore,

che vola su ali di vento

per posarsi dove non si sa.

  

 Nell’ambito dell’incontro sono stati donati molti libri del poeta (è dal 1990 che vengono pubblicate le sue poesie e sono più di una decina i testi: il regno del firmamento – il fiore della vita  -  la luce della pace ….ecc.)

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autorappresentazioni

Pubblicato da graficaespirito su 02/10/2011

Grazie al grande impegno e entusiasmo messo da Marco Fiori e Marzio Dall’Acqua , Presidente e Collaboratore (socio ad Honorem) , che la nostra Associazione (Associazione Liberi Incisori) è presente dall’8 al 30 ottobre al “MAURIZIANO” di Reggio Emilia, curatore Giuseppe Berti.

 

Noi soci incisori presentiamo, in questa rassegna,  lavori che dovrebbero raffigurare la nostra persona e che, a mio parere vanno oltre l’autoritratto per essere, come suggerisce l’invito, uno specchio della nostra mente.

Ci è chiesto, ogni volta che affrontiamo un tema specifico da esprimere su lastra, di allegare all’opera uno scritto per approfondire il nostro pensiero e la motivazione che ci ha portato in quella direzione.

Trovo che le parole pubblicate di accompagno al lavoro danno più solidità e chiarezza all’espressione del nostro pensiero artistico e umano: non è forse questa necessità di dialogare che ci spinge in questa attività?

Vengo a presentarvi la mia partecipazione :

Note sull’opera: … con un altro sguardo – autoritratto     Più che un autoritratto vuole essere una mia abituale riflessione sulla spiritualità.

In primo piano ho rappresentato una sorta di altare paleolitico con varie “coppelle votive” scavate nella roccia, (vedi i vari ritrovamenti anche nelle dolomite) questo per rappresentare il bisogno da sempre dell’uomo di pregare uno Spirito sopranaturale.   Poi, in modo circolare, troviamo sculture e edifici di culto simili nell’architettura anche se lontanissimi nel tempo e nello spazio: (templi a gradoni dei Maya e edifici sacri di Angkor Wat in Cambogia) . L’altare azteco, dove venivano fatti molteplici sacrifici umani con sopra un calumet della pace degli antichi indiani d’America, rappresenta in metafora le contraddizioni che spesso troviamo nelle religioni.

A volte anche le scritture “sacre” si prestano a delle interpretazioni che invitano alla violenza e le conseguenze le vediamo continuamente (per non parlare del passato).

Credo che la speranza possibile per un futuro di pace risieda in quella “scintilla Divina” che illumina la nostra mente e che ci permette di vedere al di sopra delle strutture attuali anche religiose, sempre che non ne siamo troppo succubi, per poterci liberamente sintonizzare con i valori della nostra spiritualità.

Note sull’opera: Uomo arcaico - autoritratto

Un uomo che, come tanti altri, si chiede chi eravamo e a chi si rivolgeva in nostro spirito per attingere la volontà e la forza per costruire stupendi edifici, esibendo una creatività che non ha nulla da invidiare con quella dell’uomo moderno.

Questo “uomo arcaico”, con cui mi identifico, vuole essere una riflessione sugli spiriti che assistevano e intimorivano la nostra esistenza nei secoli passati.

La Natura tutta (terra e cielo) era adorata in diverse personificazioni e ad essa erano rivolte le nostre preghiere a differenza dei giorni nostri dove è spesso bistrattata e usata per scopi utilitaristici senza pensare alle conseguenze.

Sentivamo in questo legame stretto col Tutto una comune fratellanza anche con le creature più piccole apparentemente infide e insignificanti.

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Associazione Liberi Incisori

Pubblicato da graficaespirito su 21/04/2011

Prendo l’occasione di questa  pubblicazione su L’occhio nel segno supplemento al n.85 di “Grafica d’arte”,per presentare alcune eventi organizzati dall’Associazione Liberi Incisori di cui faccio parte . Per quanto riguarda la mostra del settembre 2010 che aveva  per tema il restauro della cupola del santuario di S.Maria della Vita di Bologna che si è tenuta nell’attiguo Museo della Sanità e dell’Assistenza ritengo che sia stata emozionante sia per l’ambiantazione che per le opere presentate dai soci.

 L’incisione che ho presentato con quello strano accostamento della cupola della chiesa di Bologna con quei tre monaci tibetani intenti a restaurare un loro tempio  vuole rappresentare la speranza di un ritorno alle origini di una fede degna dei suoi valori spirituali.

Buona Pasqua 2011.

 

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per quell’Amore che …

Pubblicato da graficaespirito su 02/02/2010

incisione su lastra di zinco a ceramolle e acquatinta

Per quell’Amore che ….

Era da tempo che mi proponevo di parlare di questo mio lavoro del 2002 presentato alla Galleria “la bottega” di Ravenna in una personale titolata come l’opera in oggetto “per quell’amore che…”.

Con queste figure, date da vecchi stampi  per stoffe indiani, come si fa col materiale da costruzione (mattoni e cemento) ho costruito due monumenti islamici e anche se sono collocati a molta distanza fra loro , li ho messi uno sopral’altro.

 disegno ultimo che ho trasportato sulla cera per poi mettere in acido

La costruzione alla base è il “Palazzo dei Venti” a Jaipur nel Rajastan, mentre sopra si erge la torre ciclopica del Qutb Minar a Nuova Delhi, che, si dice, sia stata edificata con le pietre di cinquemila templi pagani (indiani e bubbisti).      Ho pensato allora alle distruzioni  fatte per affermare la forza dell’Islam .   E di fronte a tali violenze , allora come oggi (vedi Cina-Tibet), il buddismo richiama al perdono e i monaci pregano “affinchè i loro persecutori non debbano avere una brutta reincarnazione a causa del male fatto a loro.

  Cosa meglio di un “mulinello tibetano” intento a spargere preghiere poteva rappresentare l’anelito di perdono rivolto ai loro oppressori?

Parlando di perdono viene da pensare  che questa è una espressione d’Amore tra le più alte e purtroppo fra le più rare che l’uomo riesca a rivolgere verso il prossimo da cui ha subito una malvagità. Tutte le religioni lo insegnano e sopratutto Gesù Cristo più di una volta ce lo ha predicato.  Penso che ognuno di noi poco o tanto abbia fatto l’esperienza del perdono e anche se a volte costa moltissimo è pur vero che chi  ha perdonato ha ricevuto una forte gratificazione spirituale e si è sentito in fondo migliorato dentro.   E’ come se avessimo cambiato rotta e essere passati dal continuo stato belligerante a una confortevole atmosfera di pace.  E’ sicuramente un valore spirituale che andrebbe meglio visualizzato e praticato non solo per noi persone ma a vantaggio di tutta la società.

per dare più movimento qui ho usato tre lastre

 Nella locandina  di questa personale avevo scritto una sorta di litanie rivolte al senso dell’ Amore :

Per quell’Amore che ti fa sentire il pulsare dell’Universo in continua espansione nel volo di una piccola farfalla,

Per quell’Amore che ci fa sperare e credere nella comunione eterna con questa forza creatrice,

Per quell’Amore che ci spinge a conoscere le altre razze, gli altri popoli, la loro lingua, cultura, religione,

Per quell’Amore senza il quale la scienza è come una pistola carica puntata alla tempia che prima o poi sparerà,

Per quell’Amore che non ti fa gioiere delle tue ricchezze anzi ti fa sentire in colpa il non dividerle con chi è costretto a morire perchè non ha niente,

Per quell’Amore che illumina l’arte e la scienza dando all’intelligenza dell’uomo una forza creatrice geniale,

Per quell’Amore che ti fa vedere nella più completa oscurità, anche se sei cieco dalla nascita,

Per quell’Amore che soffre per le sofferenze del fratello di ogni razza, ceto e religione e se è per causa di ingiustizia ti fa lottare al suo fianco,

Per quell’Amore che non nasconde ma scopre e fra le infinite ipotetiche realtà ti fa vedere quella vera,

Per quell’Amore che ci spinge alla ricerca e alla libertà in ogni campo sia materiale che spirituale perchè è dentro di noi che si trovano le risposte,

Per quell’Amore che ….

 Seguivano a queste altre considerazione sull’Amore e alcune note di carattere generale.

Per l’occasione la Dott.sa Flavia Bugani così ha scritto:

“Per quell’Amore che…” : le riflessioni di Giovanni Mambelli, che accompagnano questa mostra e ne sono il fondamento ispirativo, costituiscono una straordinaria professione di fiducia nell’uomo, nella sua forza creativa, nella sua carica spirituale e sorgivamente, istintivamente religiosa, nella sua capacità di aggregazione, che è socialità e diviene solidarietà e fraternità.  Tali “ litanie” come l’artista le definisce con quella sorridente, scanzonata autoironia, che è componente del suo carattere sono, altresì, espressione di un sentimento panteista e cosmico, a cui sono conseguenti l’esigenza di vivere in armonia col creato e l’avvertire, con intima emozione e con turbamento, che è anche meraviglia, il respiro profondo e il mistero dell’universo.

 Colgo l’occasione per ricordare chi gestiva la Galleria “la bottega”   insieme alla moglie Angelina, dove nel retro della sala  stampava per tantissimi incisori di tutta Italia: Giuseppe Maestri ,  bellissima figura di artista e di uomo, morto lo scorso anno 2009

 Giuseppe Maestri alla mia personale nel 2002

e come non ricordare la “grande” Carmen Silvestroni ” . Qui siamo nella medesina Galleria La Bottega di Maestri per una mia personale nel 1995

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invito al blog…e mostra

Pubblicato da graficaespirito su 02/03/2009

 

 

volo

Presentazione  del blog e  mostra grafica

di Giovanni Mambelli   

allo Studio d’Arte Liverani   Via Fratti - Forlì

 4 -  23 aprile 2009 

  

Note di  Paolo Cortesi

 E’ sorprendente, e affascinante, come due cose all’apparenza opposte siano invece vicine, tanto vicine che una dà forza e voce all’altra e viceversa.

Grafica e spiritualità. Cosa c’è di più visibile della grafica, che si rivolge al senso più aperto all’esterno: la vista? E cosa potremmo pensare di più immateriale e invisibile della spiritualità, la cui dimensione è l’oltre, l’altro?

Eppure, segno grafico, corpo di colore, scia di luce e vastità di spazio rappresentato trovano, nell’opera di Giovanni Mambelli, la più autentica espressione dello spirituale.

Non arte religiosa, con i suoi codici iconografici secolari; ma creazione inesauribile, e imprevedibile, che rimanda a esperienze archetipe.

Illuminazioni cromatiche e rivelazioni della conoscenza si intrecciano in una filigrana preziosa e salda, in cui ogni segno grafico è come sismogramma di una elaborazione profonda, non intellettuale ma intima e partecipata.

Mambelli offre la sua arte e vuole condividerla con l’uomo; non il critico o l’esegeta, ma con l’uomo il quale viva la suggestione di un’arte che si fonda, e si giustifica, sulla dimensione spirituale, nella comune certezza che l’esperienza umana sia infinitamente aperta a sempre nuova, maggiore consapevolezza.

Non arte cerebrale, insisto, non linguaggio iniziatico, ma una serena, pacata e (usiamo pure l’antico aggettivo, semplice e potente) bella espressione artistica che suscita riflessioni, che modula interrogativi, che sussurra fascinazioni.

paolo-c-e-giovanni-mPaolo Cortesi alla presentazione della mostra.

 Viaggio in TERRA SANTA

In contemporanea con questa personale sono stato 8 giorni in “Terra Santa” e ho visto molte cose di carattere strettamente “religioso”.

Avevamo una guida bravissima e attrezzata culturalmente in modo eccelso , “un padre salesiano polacco che conosceva 10 lingue”.  Sinceramente ho ancora una gran confusione di nomi di ordini religiosi e spero di fare un po’ di chiarezza nel disporre le foto giorno per giorno.

Cercherò a breve di tradurre le sensazioni che il viaggio  mi ha suscitato soprattutto in grafiche, come è mio costume, e inserire il tutto in questo mio blog (diario).

 

volo-di-cicogne

incisione su plexiglass -volo di cicogne sul monte Tabor

 

In questo vortice di possibilità e di incertezze dove pur tuttavia rimane questa sete di incontrare l’Assoluto, la sensazione più bella l’ho avuta, sul Monte Tabor, luogo evangelico della trasfigurazione di Cristo,  nel vedere in lontananza poi sempre più vicino un grande stormo di cicogne in migrazione, che ho cercato di fissare alla mia maniera.

 

croce-universale

 Si sono visti tanti simboli religiosi.

Uno fra i più frequenti è quello dei frati francescani il cui fondatore mi ha sempre ispirato, apprezzandone l’ apertura mistica e la forza di una fede come in quel frangente storico che gli ha permesso di esercitare una presenza millenaria in terra santa spesso occupata da governi mussulmani senza colpo ferire .  Mi è stato spiegato dalla nostra guida che questa croce , presa a simbolo dai frati francescani, è detta “croce universale” e rappresenta un Cristo cosmico al centro dell’universo, che pervade tutto senza limite e confine.

Al contrario ho visto una infinità di croci e simboli rappresentanti diverse  chiese (entità religiose) poste come bandiere, baluardi per delimitare una porzione di spazio se non addirittura di tempo come nel caso della visita nei luoghi “santi”.

Ora anche alla luce di questo mi vien da pensare al significato delle due parole: religione e spiritualità e ci vedo paradossalmente una grandissima differenza.

Le religioni si sono ritagliate  una precisa identità , vuoi perché hanno ritenuto più giuste certe scritture che altre se non addirittura certi significati della stessa parola che altri , così si sono spezzettate e si sono sempre più divise.

La spiritualità , al contrario, spazia senza limiti e ci si può riconoscere in certi valori universali, espressi anche nelle varie religioni, ognuno per le proprie possibilità in una gamma vastissima di sensazioni e di esperienze.

Ma non voglio addentrarmi oltre in queste considerazioni e rimanere nel mio campo specifico: quello della grafica ; per cui a rivederci con qualche altro mio lavoro specifico.

Danilo detto

02/05/2009 a 08:33 e

Ciao Giovanni,
ancora complimenti per il sito ma soprattutto per i tuoi lavori! Sara’ stato sicuramente emozionante la tua esperienza in terra santa. Ricollegandomi a cio che dici… credo che le religioni siano e siano stati i veri limiti della nostra conoscenza spirituale. Il dogma, il credere senza essere consapevole rinchiude in uno stato di perenne ignoranza di se stessi e di cio che realmente siamo. Basti pensare alla nostra “vicina” religione cattolica. Nasce con Costantitino il quale per puri scopi politici ha selezionato tra tanti i vangeli piu “utili” affinche di Gesu uscisse una figura divina, difficile da raggiungere… lontana dal credente. A discapito di una visione piu terrena del Cristo. Leggendo i vari Vangeli Apocrifi ci si rende conto della parte piu terrena di Gesu. Di quanto fosse simile a noi e dei suoi messaggi di esortazione ad essere come lui. La religione tende ad assopire la parte piu divina di noi perche terrorizzata dal non poterci piu “governare” mentre Gesu diceva che noi siamo divini quanto Lui, che noi possiamo piu di quanto lui mostro’. Cmq caro Giovanni ti ribadisco i miei complimenti a prescindere dalle mie crisi confusionarie mistiche Ti mando un saluto Zio!!!

Replica
  • graficaespirito detto

    02/05/2009 a 16:12 eCaro Danilo, ti ringrazio molto per il tuo bel commento che condivido e comincio a sperare che comunicare, come stiamo facendo in modo del tutto gratuito e perchè no consapevole, faccia bene se non altro a far pensare (e non sarebbe una brutta cosa da farsi spesso) ciao
    lo “zio” Giovanni

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incontro con Taschi Tsering Lama

Pubblicato da graficaespirito su 12/01/2009

Nell’ottobre del 2001 ho spedito una lettera alla “CASA DEL TIBET” di Votigno di Canossa (RE) per chiedere un incontro col Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama dove esponevo le ragioni di questa richiesta: “Nella primavera di questo anno ho visitato una esposizione di foto e oggetti riguardanti ilTibet titolata “Tibet perduto” a Palazzo Albertini di Forlì. Confesso che ero molto sprovveduto riguardo la conoscenza della storia, cultura e filosofia del Tibet e sono rimasto affascinato da quello che ho letto e visto dietro a quelle foto, a quei mandala e allo sventolare di quelle preghiere colorate. Considerato che sono in un momento di particolare ricerca interiore, soprattutto di carattere esistenziale, questo impatto mi ha fortemente arricchito e ha stimolato la mia attività artistica, attività che svolgo a livello amatoriale da diversi anni soprattutto nel campo grafico con incisioni su zinco……..Gradirei molto avere la possibilità di incontrare il Direttore del Centro Sig. Taschi Tsering Lama per vedere i sui lavori ed avere un aiuto per meglio entrare in quel meraviglioso mondo.”

stupa

Dall’anno successivo 2002 ho avuto numerosi incontri con Tashi Tsering Lama .

Come si arriva a Votigno di Canossa venendo da Reggio Emilia (Pecorile) ti colpisce subito il piazzale del parcheggio con al centro lo stupa (monumento funebre tibetano ) dedicato per la prima volta a uno straniero e precisamente a un mio concittadino

Nel mese di ottobre del 2002 parlando anche col Presidente della Fondazione Votigno di Canossa Stefano Dallari abbiamo deciso, Taschi ed io, di esporre le nostre opere in una sala attrezzata per queste manifestazioni entro questo bellissimo “villaggio matildico” Votigno di Canossa nel periodo pasquale del 2003 .

locandina-votigno

La vita è un viaggio che dura tutto il tempo della vita,

finito il tempo ci sarà un’altra vita

La locandina al centro avrebbe riportato una immagine con una frase che era piaciuta molto al monaco tibetano che ho riprodotto sopra e nell’altro lato si leggeva : DIALOGO D’ARTE, DIALOGO DI POPOLI, DI CULTURE, DI RELIGIONI.

votigno

votigno-bnero

Le case di questo minuscolo paese abitato da un nucleo famigliare di esuli tibetani servono anche per sede di un bel museo sulla cultura del tibet : libri sacri, oggetti quotidiani , altarini ecc. e molti locali sono al servizio di visitatori del luogo, moltissimi nei giorni festivi, cucine, camere da letto, salotti ; ed è pure presente una cappella dedicata a San Francesco.

Molto gentilmente il monaco bubbista ha assecondato le mie richieste di avere frasi o preghiere della sua “religione” che lui ha scritto con una piccola canna di bambù. Queste bellissime grafiche le ho usate più volte nelle mie incisioni.vedi “UT SIN UNUM

mottotibet

Augurio tipico tibetano che può essere tradotto :

LA FORZA DELLO SPIRITO VINCERA’

preghiera

Possano tutti gli esseri senzienti essere equanimi: dall’attaccamento e dall’odio, dal fare distinzioni tra se stessi e gli altri, dal sentirsi vicini agli uni e distanti dagli altri,

Possano tutti gli esseri senzienti essere Felici e avere le cause della felicità,

Possano essi essere Liberi dal Dolore a dalle sue Cause,

Possano tutti gli esseri non essere separati da rinascite superiori e dalla Felicità libera dalla sofferenza della Liberazione.

mandala

mandala-2

Mandala dipinto da Taschi Tsering Lama con a fianco sua moglie

tankataschi

Tangka: altra pittura tipica tibetana che può essere trasportata arrotolandola

incisione
incisione-2

Lavori di Giovanni Mambelli provenienti da incisioni poi elaborate

incisionetaschi

Tashi sta spiegando a una visitatrice che le due opere di fronte (incioni su zinco) sono il frutto di un lavoro comune: al centro il monaco tibetano ha disegnato una sorta di “stupa” che con tutti quei colori vuole rappresentare LA PACE mentre ai lati ho inciso un popolo in cammino che va verso la pace.

incisionicondallari

Stefano Dallari,  Presidente della Fondazione Votigno di Canossa ,  accanto a una mia opera

la-vita-e-un-viaggio

Rivedendo questo lavoro l’anno scorso 2008, ho ottenuto una lastra di zinco mm.820 x 335 come sfondo e utilizzato altre tre piccole lastre.

Ho presentato l’opera stampata a più colori nel mese di aprile 2008 alla manifestazione  “l’arte ..un messaggio di pace”  indetta da Comune di Forlì.

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Il Segno del Dolore

Pubblicato da graficaespirito su 30/12/2008

L’articolo  Fisica della mente – ultima frontiera , mi riporta al febbraio 2007, quando è venuto a visitare la mia personale a Pontelagoscuro di Ferrara Claudio Stecca Naturopata, iridologo e nutrizionista di Padova a cui si rivolgono anche persone di mia conoscenza  con esiti molto confortanti per la loro salute.

Mi fece molti complimenti per le mie opere.  In particolare l’incisione sul dolore  lo colpì molto in quanto ci vide l’espressione grafica del suo lavoro. In parole molto semplici il Naturopata Claudio Stecca usa il dolore come terapia (cioè il dolore che lui produce con le sue mani induce nel paziente una sorta di auto guarigione e produce effetti benefici) come  riportato sotto al quadro dove si parla del potere taumaturgico del dolore sia fisicamente che spiritualmente.

Quando gli proposi di tenere una conferenza alla mia prossima mostra che avrei allestito fine luglio nel Comune di Migliarino (FE) accettò subito con piacere.

Nella sua relazione del 20 luglio 2007, rifacendosi a scritti di 3000-2000 anni fa: i Veda indiani e la Kabalà , ci raccontò come aveva sperimentato lui stesso e tutti quelli che si occupavano di una certa branca della naturopatia che certe condizioni mentali esasperate dall’egoismo, dalla gelosia,  dall’attaccamento a cose e persone portano a malattie in parti specifiche del nostro corpo. Era stata già tracciata una mappa in quel tempo così lontano e citata in quei libri “sacri”.  La rimozione di questa condizione mentale riporta l’armonia e la salute. Quindi normalizzato un certo flusso di energia, che considerato così può essere assimilato alla coscienza stessa, si ottiene una pace fisica (salute) e se andiamo oltre prendendo il fenomeno sotto l’aspetto religioso richiama la pace spirituale (grazia).

Anche con questa esperienza  si deduce che il mio piccolo cammino espresso soprattutto in chiave grafica è molto simile e collima con quello che altri uomini , ognuno nel suo settore e con l’esperienza nel suo campo specifico, stanno facendo o hanno già fatto.

il-segno-del-dolorenTitolo dell’opera: “IL SEGNO DEL DOLORE” (il dolore interpretato come mezzo terapeutico).

Incisione su zinco : vernice-molle e acquatinta , mm .400 x 340 anno 2004.

Opera presentata nel 2004 alla seconda edizione del PREMIO ITALO GRANDI indetta da “GRAFICA D’ARTE” sul tema “il segno del dolore”-

Dichiarazione di poetica dell’autore:”…”il segno del dolore è espresso dalle contrazioni delle nervature sia della mano che del legno della croce che ciascuno di noi deve portare….L’energia purificatrice che scaturisce dalla sofferenza spezza la croce: le linee rigide e fredde diventano, con l’aiuto dello Spirito, sinuose e dolci e portano il nostro essere alla luce in Cristo.”

***

Fisica molecolare e coscienza

Da Università degli Studi di Torino – Facoltà di Psicologia:

La fisica molecolare si domanda oggi se esistono delle particelle che possano essere considerate i mattoni della Coscienza. Questa domanda ne presuppone ovviamente un’altra : esistono delle particelle subatomiche dotate anch’ esse di coscienza? La domanda non è assurda; ogni individuo umano è costituito da molecole, le quali a loro volta sono costituite da atomi che vengono costruiti con delle particelle elementari. Ebbene, se gli uomini hanno una coscienza, questa non può che scaturire dai suoi costituenti fisici primordiali.

Le domande che i fisici moderni si pongono nascono dai risultati di un esperimento. Se si cerca di far passare una particella-onda attraverso la fessura di uno schermo, questa inevitabilmente la attraverserà sotto forma di corpuscolo. Se le fessure sono due, la particella, nonostante sia ancora orientata verso la prima fessura, passerà attraverso tutti i e due i fori sotto forma di onda. Il fotone o l’elettrone, in altre parole, assumono un atteggiamento intelligente in rapporto alle condizioni poste dallo sperimentatore. Attraverso diversi esperimenti si giunge alla conclusione che la particella non solo conosce se entrambi i fori sono aperti, ma anche se noi la osserviamo e quindi è in grado di adeguare di conseguenza il suo comportamento.

L’interpretazione del mondo quantistico così come viene sostenuto da alcune scuole come quella di Copenaghen, fa pensare che sia l’atto di osservare un sistema che lo forza a divenire reale. Secondo un certo punto di vista, nel momento in cui l’elettrone viene sparato, esso scompare e viene sostituito da una nube di elettroni fantasma. Ogni elettrone fantasma (il fantasma non è altro che un’onda) segue una direzione diversa verso lo schermo. Questa nube fantasma esiste e funziona solo se non viene osservata. Nel momento in cui viene osservata soltanto un elettrone sopravvive, mentre gli altri fantasmi si dissolvono nel nulla. L’elettrone che sopravvive si materializza come un elettrone reale per l’osservatore.

Tutto questo ci conduce ad una deduzione: la nostra coscienza potrebbe interferire con il Campo Unificato in maniera tale da indurlo a creare qualcosa che parte dalla nostra stessa mente… Naturalmente, pur se formulata da eminenti fisici, si tratta solamente di una teoria.

Dice il noto fisico David Bohm: “Se si potrà dimostrare che esistono effettivamente dei legami tra i processi quantistici e quello del pensiero, allora molte cose del pensiero potranno essere spiegate in modo del tutto naturale

Di seguito alcuni estratti della locandina della mostra tenutasi a Migliarino dal 20 luglio al 3 agosto 2007

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Nella foto Claudio Stecca ( a sinistra ) e  Giovanni Mambelli in occasione della presentazione

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Fisica della mente: ultima frontiera

Pubblicato da graficaespirito su 12/12/2008

Da Università degli Studi di Torino – Facoltà di Psicologia:

Oggi si arriva a ipotizzare che il fenomeno della coscienza possa essere la conseguenza di movimenti di elettroni all’interno dei microtubuli delle proteine che costituiscono ogni organismo vivente. Sembra infatti che le proteine approfittino direttamente degli effetti quantici per compiere attività che altrimenti sarebbero assolutamente impossibili.

R.Penrose , famoso fisico dell’Università di Oxford, rifacendosi ad alcune pionieristiche ricerche dell’ anestesiologo S.Hameroff e del neurofisiologo B.Libet, ipotizzò che i processi cerebrali come la coscienza o la consapevolezza dovessero essere direttamente collegate al fenomeno fisico noto come “coerenza quantistica”. Tale fenomeno è quel meccanismo fisico per cui i metalli portati a bassa temperatura manifestano il fenomeno della superconduttività dell’ elettricità senza opporre resistenza.

Una situazione molto simile, seppure in condizioni ambientali decisamente diverse, avviene secondo Penrose anche a livello cerebrale, in particolare a livello dei tubuli : l’evento cosciente nell’uomo, e cioè il passaggio dallo stato di pre-coscienza allo stato di coscienza, avviene al raggiungimento da parte dei tubuli dello stato di massima “eccitazione coerente”. Come gli elettroni nella superconduttività (che muovendosi all’unisono permettono alla corrente di muoversi senza ostacoli), così la globalizzazione della coerenza tra i tubuli cerebrali permette il verificarsi del processo cognitivo.

Il tempo di transizione della fase pre-cosciente alla fase cosciente con la conseguente attivazione del segnale motore che consente ad esempio di muovere un braccio, dura circa mezzo secondo. Il susseguirsi delle transizioni dal livello minimo al  livello massimo di coerenza dei tubuli, costituisce il “corso della coscienza”, lo scorrere del tempo.

I fenomeni di coerenza quantistica oltre a spiegare razionalmente le dinamiche dei processi cognitivi, darebbero conto di quello che Penrose chiama “Senso Unitario” della mente. Il processo cosciente non può mai essere frutto dell’attivazione di una singola area del cervello ma deve scaturire dall’ azione concertata in un gran numero di zone della mente. L’oscillazione coerente dei tubuli, la quale interessa la maggior parte del cervello, provvederebbe egregiamente a quel collegamento globale essenziale per l’ estrinsecazione dell’ atto mentale.

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Dialogo d’Arte, di Popoli, di Culture, di Religioni

Pubblicato da graficaespirito su 11/04/2008

Nel 2005 il quadro che riproduceva le stesse preghiere dell’incisione, “ut sint unum“, questa volta riportate a olio, tempere e smalti su un pannello di cm. 90 x 67 è stato esposto assieme a opere di altri 9 artisti all’Oratorio di S. Sebastiano di Forì dall’Associazione Italia Tibet locale col patrocinio della Provincia e del Comune di Forlì.

lucidallospiritotitscritta tibetana come invito alla mostra dell’Associazione Italia-Tibet sezione di Forlì tenutasi dal 14 maggio al 14 giugno 2005
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Per l’occasione è stato stampato un bel catalogo che con gli articoli riportati vuole promuovere la causa del Tibet, oggi più che mai alla ribalta, dopo le ultime dure repressioni della Cina su questo pacifico popolo.

I sei artisti forlivesi che per l’occasione hanno accolto l’invito di offrire una loro opera che interpretasse il tema della sacralità sono: Roberto Casadio, Paola Emiliani, Francesco Giuliari, Miria Malandri, Giovanni Mambelli, Angelo Ranzi e le famiglie degli scomparsi Guerriero Cortini, Angelo Fabbri, Glauco Fiorini e Carmen Silvestroni.

Scrive Claudio Cardelli, vicepresidente dell’Associazione Italia Tibet, nel  catalogo che accompagna la mostra:  “Se è vero che l’arte tibetana, nelle sue variegate espressioni, si erge sublime e unica nel panorama del vasto Centrasia come uno dei fattori che caratterizzano, assieme all’elemento religioso, la peculiarità della cultura tibetana, allora è perfettamente calzante usare l’arte, figurativa in questo caso, per veicolare una sorta d’amore e di solidarietà per questo straordinario quanto sfortunato popolo”.

Vado a citare anche una frase dell’articolo  UN RICHIAMO AL “CENTRO”, ALLA PROFONDITA’ di Giovanni Tassani su questo catalogo che dice:..Quel che so, che avverto come certo, è che “l’altro”, nel nostro caso il Tibet, ci sprona a educarci alla profondità, al distacco, alla saggezza: dimensioni e valori che sono ben presenti, benchè in larga parte sepolti o rimossi, nelle nostre radici, ebraiche e cristiane.

Questa mostra è nata dalla proposta che feci nel 2004 alla Dott.ssa Fiammetta Frattini, responsabile dell’Associazione Italia Tibet sezione di Forlì, di ripetere la bella esperienza fatta nell’aprile 2003, quando col maestro di pittura tibetana : il monaco Tashi Tsering Lama , facemmo una esposizione delle nostre opere nei locali in Votigno di Canossa (provincia di Reggio Emila) dove il Monaco si trova tutt’ora con i suoi famigliari dopo l’esilio dal Tibet.
Il titolo che avevamo dato all’evento era”Dialogo d’Arte, Dialogo di Popoli, di Culture , di Religioni “.
Nella locandina era riportato quanto segue:
“Facendo riferimento al tema di questa esposizione …, Mambelli sostiene che è la spiritualità insita in ognuno di noi, indipendentemente dalla propria tradizione e religione, che ci permette di dialogare e capire gli altri perchè c’è in essa, come un comune denominatore: l’Amore. Da questa energia, che unisce la materia allo spirito, stampata a fuoco nel DNA, scaturisce una coscienza che nel sociale ci porta a rispettare e aiutare gli altri ma che molto spesso non ascoltiamo o rinneghiamo. Questa condizione umana ci dà il senso di un cammino comune e ci fa sentire figli dello stesso Dio.

La scelta del luogo e della persona, non è per nulla casuale e questa mostra vuole essere la continuazione di un filone che Mambelli iniziò con la sua prima personale del 1988.”

La mostra ha avuto un notevole successo sia di pubblico che di critica ed è stata onorata dalla visita il 26 maggio 2005 della sorella minore del Dalai Lama e suo marito.

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