
Presentazione del blog e mostra grafica
di Giovanni Mambelli
allo Studio d’Arte Liverani Via Fratti - Forlì
4 - 23 aprile 2009
Note di Paolo Cortesi
E’ sorprendente, e affascinante, come due cose all’apparenza opposte siano invece vicine, tanto vicine che una dà forza e voce all’altra e viceversa.
Grafica e spiritualità. Cosa c’è di più visibile della grafica, che si rivolge al senso più aperto all’esterno: la vista? E cosa potremmo pensare di più immateriale e invisibile della spiritualità, la cui dimensione è l’oltre, l’altro?
Eppure, segno grafico, corpo di colore, scia di luce e vastità di spazio rappresentato trovano, nell’opera di Giovanni Mambelli, la più autentica espressione dello spirituale.
Non arte religiosa, con i suoi codici iconografici secolari; ma creazione inesauribile, e imprevedibile, che rimanda a esperienze archetipe.
Illuminazioni cromatiche e rivelazioni della conoscenza si intrecciano in una filigrana preziosa e salda, in cui ogni segno grafico è come sismogramma di una elaborazione profonda, non intellettuale ma intima e partecipata.
Mambelli offre la sua arte e vuole condividerla con l’uomo; non il critico o l’esegeta, ma con l’uomo il quale viva la suggestione di un’arte che si fonda, e si giustifica, sulla dimensione spirituale, nella comune certezza che l’esperienza umana sia infinitamente aperta a sempre nuova, maggiore consapevolezza.
Non arte cerebrale, insisto, non linguaggio iniziatico, ma una serena, pacata e (usiamo pure l’antico aggettivo, semplice e potente) bella espressione artistica che suscita riflessioni, che modula interrogativi, che sussurra fascinazioni.
Paolo Cortesi alla presentazione della mostra.
Viaggio in TERRA SANTA
In contemporanea con questa personale sono stato 8 giorni in “Terra Santa” e ho visto molte cose di carattere strettamente “religioso”.
Avevamo una guida bravissima e attrezzata culturalmente in modo eccelso , “un padre salesiano polacco che conosceva 10 lingue”. Sinceramente ho ancora una gran confusione di nomi di ordini religiosi e spero di fare un po’ di chiarezza nel disporre le foto giorno per giorno.
Cercherò a breve di tradurre le sensazioni che il viaggio mi ha suscitato soprattutto in grafiche, come è mio costume, e inserire il tutto in questo mio blog (diario).

incisione su plexiglass -volo di cicogne sul monte Tabor
In questo vortice di possibilità e di incertezze dove pur tuttavia rimane questa sete di incontrare l’Assoluto, la sensazione più bella l’ho avuta, sul Monte Tabor, luogo evangelico della trasfigurazione di Cristo, nel vedere in lontananza poi sempre più vicino un grande stormo di cicogne in migrazione, che ho cercato di fissare alla mia maniera.

Si sono visti tanti simboli religiosi.
Uno fra i più frequenti è quello dei frati francescani il cui fondatore mi ha sempre ispirato, apprezzandone l’ apertura mistica e la forza di una fede come in quel frangente storico che gli ha permesso di esercitare una presenza millenaria in terra santa spesso occupata da governi mussulmani senza colpo ferire . Mi è stato spiegato dalla nostra guida che questa croce , presa a simbolo dai frati francescani, è detta “croce universale” e rappresenta un Cristo cosmico al centro dell’universo, che pervade tutto senza limite e confine.
Al contrario ho visto una infinità di croci e simboli rappresentanti diverse chiese (entità religiose) poste come bandiere, baluardi per delimitare una porzione di spazio se non addirittura di tempo come nel caso della visita nei luoghi “santi”.
Ora anche alla luce di questo mi vien da pensare al significato delle due parole: religione e spiritualità e ci vedo paradossalmente una grandissima differenza.
Le religioni si sono ritagliate una precisa identità , vuoi perché hanno ritenuto più giuste certe scritture che altre se non addirittura certi significati della stessa parola che altri , così si sono spezzettate e si sono sempre più divise.
La spiritualità , al contrario, spazia senza limiti e ci si può riconoscere in certi valori universali, espressi anche nelle varie religioni, ognuno per le proprie possibilità in una gamma vastissima di sensazioni e di esperienze.
Ma non voglio addentrarmi oltre in queste considerazioni e rimanere nel mio campo specifico: quello della grafica ; per cui a rivederci con qualche altro mio lavoro specifico.


ut sint unum